Non sarà risolutivo, ché jokes e mattane contano di più, e di più ancora i dati ineccepibili di Luca Ricolfi sul Contratto con gli italiani, e ancora di più la tristezza degli avversari, ma l'appoggio di Bush a Berlusconi non poteva essere più esplicito, perfino imbarazzante per gli usi della diplomazia occidentale. E' un amico che mi tira su il morale, ha detto del premier il presidente americano, e ha dato stabilità all'Italia perché è un uomo di principi che mantiene la parola data, è un ottimista e un volenteroso di natura. Alla domanda maliziosa su un'eventuale vittoria degli avversari di Berlusconi il 9 aprile, mentre il Cav. pronto e furbo gli suggeriva teatralmente il "no comment", Bush ha opposto il più eloquente dei sorrisi.
Per essere una festa d'addio, come ha detto rosicando il professor Prodi, non aveva niente di malinconico. Tutt'altro. Il leader dell'Unione avrebbe fatto meglio a unirsi all'applauso bipartisan, considerando indivisi il patrimonio di credibilità italiano a Washington e l'amicizia leale italiana con l'America, come avrebbe fatto anche il più scialbo degli statisti. Quando il centrosinistra era al governo, la gara a comparire con Bill Clinton era fervorosa, in nome della terza via ciascuno dei capi della sinistra aveva una sua corrente o fondazione o missione o visione da affidare alle capaci mani del leader del centrosinistra mondiale, in Inghilterra i premier socialisti e democratici si stringevano la mano e cantavano in coro "All we need is love" mentre tuonavano i bombardamenti su Belgrado, e sono indimenticabili le immagini di D'Alema con le stellette di generale della Nato nel cinquantennale dell'alleanza.
Poi in patria si facevano i distinguo, si teneva buona la base riottosa, si inscenava la farsa dell'indipendenza nazionale e si gettavano le basi franco-tedesche per la gestione piatta e burocratica dell'Europa Goldman Sachs, sotto Prodi. Il nostro Churchill nazionale è stato più sobrio, ha, evocato i valori del lavoro e dello sport, che per la verità non sono poca cosa, e pacca oggi pacca domani è riuscito a scardinare lo spirito multipolare e antiamericano dell'Europa di Chirac e di Schróder, si è infilato senza danni eccessivi nella rischiosa avventura irachena e ha saputo anche uscirne con i complimenti di tutti, ha rimediato una buona commessa per l'Agusta, sezione elicotteri, e soprattutto una scia di amichevole simpatia che ci riguarda tutti.
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duminică, 30 ianuarie 2011
Le ragioni di un voto
E' successo molto nelle ultime settimane... Tra esami, una campagna elettorale durata da ottobre, lunga ma entusiasmante, siamo giunti alla conclusione. Domani e lunedì si vota.
Non mi dilungherò molto sul fatto che una persona intelligente e informata (e senza scheletri nell'armadio) non possa non votare per la Casa delle libertà (io voterò, come ovvio, per Forza Italia).
A dimostrazione della mia tesi porto una considerazione sui tre temi che più di tutti contano (o dovrebbero contare) in politica:
1) Politica estera: a dispetto del nome, l'Unione non ha una politica estera comune (come dimostra il ridicolo programma che ha proposto, frutto dello "studio" di "esperti" dei vari settori, poi incollato assieme in una serie ininterrotta di errori grammaticali e di sintassi, oltre che in sprezzo al buon senso e alla concretezza), e se c'è l'ha è quella dei Bertinotti e dei Ferrando. Chiudo qui perchè non c'è bisogno di aggiungere altro. Sull'incapacità del centrodestra di difendere l'unica politica estera credibile per l'Italia, la propria, leggi Le Guerre Civili.
2) Politica economica: l'Unione al governo ha aumentato la pressione fiscale, tenendo alte le aliquote dell'IRPEF e inventando due nuove tasse (IRAP e tassa sull'Europa, non restituita come promesso); ora vuole aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie e "redistribuire il reddito", mentre il suo quasi-leader non fa pagare ai figli la tassa di successione, che però vorrebbe far pagare agli italiani. Il centrodestra, in 5 anni di governo, nonostante la congiuntura internazionale sfavorevole, ha diminuito la pressione fiscale, aumentato le pensioni minime, rinnovato i contratti dei dipendenti pubblici e tagliato gli sprechi. In caso di vittoria, continuerà a farlo, con l'impegno ulteriore di abolire l'imposta comunale sugli immobili e l'IRAP prodiana.
3) Valori: in un paese a maggioranza cattolica e comunque portatore di valori irrinunciabili: primato della persona, diritto alla vita, famiglia come nucleo fondante della società, la sinistra propone la visione intollerante e laicista dei Caruso, Luxuria, Ferrando, rosapugnanti e affini, mentre il centrodestra ha dimostrato di lavorare sempre nel rispetto di questi valori. Una coalizione in cui ha voce chi ritiene la Chiesa "talebana", chi bercia corri irripetibili sui nostri soldati caduti a Nassirya, chi vorrebbe permettere agli omosessuali di sposarsi e adottare bambini non merita il voto degli italiani.
Spero che le elezioni diano ragione ai moderati, ai liberali e a coloro che non vogliono i noglobal al governo. Cittadini, al voto!
Non mi dilungherò molto sul fatto che una persona intelligente e informata (e senza scheletri nell'armadio) non possa non votare per la Casa delle libertà (io voterò, come ovvio, per Forza Italia).
A dimostrazione della mia tesi porto una considerazione sui tre temi che più di tutti contano (o dovrebbero contare) in politica:
1) Politica estera: a dispetto del nome, l'Unione non ha una politica estera comune (come dimostra il ridicolo programma che ha proposto, frutto dello "studio" di "esperti" dei vari settori, poi incollato assieme in una serie ininterrotta di errori grammaticali e di sintassi, oltre che in sprezzo al buon senso e alla concretezza), e se c'è l'ha è quella dei Bertinotti e dei Ferrando. Chiudo qui perchè non c'è bisogno di aggiungere altro. Sull'incapacità del centrodestra di difendere l'unica politica estera credibile per l'Italia, la propria, leggi Le Guerre Civili.
2) Politica economica: l'Unione al governo ha aumentato la pressione fiscale, tenendo alte le aliquote dell'IRPEF e inventando due nuove tasse (IRAP e tassa sull'Europa, non restituita come promesso); ora vuole aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie e "redistribuire il reddito", mentre il suo quasi-leader non fa pagare ai figli la tassa di successione, che però vorrebbe far pagare agli italiani. Il centrodestra, in 5 anni di governo, nonostante la congiuntura internazionale sfavorevole, ha diminuito la pressione fiscale, aumentato le pensioni minime, rinnovato i contratti dei dipendenti pubblici e tagliato gli sprechi. In caso di vittoria, continuerà a farlo, con l'impegno ulteriore di abolire l'imposta comunale sugli immobili e l'IRAP prodiana.
3) Valori: in un paese a maggioranza cattolica e comunque portatore di valori irrinunciabili: primato della persona, diritto alla vita, famiglia come nucleo fondante della società, la sinistra propone la visione intollerante e laicista dei Caruso, Luxuria, Ferrando, rosapugnanti e affini, mentre il centrodestra ha dimostrato di lavorare sempre nel rispetto di questi valori. Una coalizione in cui ha voce chi ritiene la Chiesa "talebana", chi bercia corri irripetibili sui nostri soldati caduti a Nassirya, chi vorrebbe permettere agli omosessuali di sposarsi e adottare bambini non merita il voto degli italiani.
Spero che le elezioni diano ragione ai moderati, ai liberali e a coloro che non vogliono i noglobal al governo. Cittadini, al voto!
Etichete:
contabilitate,
foraje,
noglobal,
politica,
ragioni,
scoala de soferi,
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