<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7619519614657132195</id><updated>2011-04-21T17:31:47.460-07:00</updated><category term='foraje puturi'/><category term='parlamento'/><category term='UNHRC'/><category term='bosco'/><category term='democrazia'/><category term='europa'/><category term='politica'/><category term='flamingi'/><category term='roma'/><category term='traduceri legalizate'/><category term='codice civile'/><category term='bambini'/><category term='ronald reagan'/><category term='contabilitate'/><category term='traducere'/><category term='foraje'/><category term='noglobal'/><category term='antisemitismo'/><category term='crimi'/><category term='prodi'/><category term='traduceri franceza'/><category term='comunismo'/><category term='margaret thatcher'/><category term='forza italia'/><category term='berlusconi'/><category term='zapetero'/><category term='PACS'/><category term='traduceri autorizate'/><category term='traduceri'/><category term='islam'/><category term='traduceri engleza'/><category term='foglio'/><category term='iraniano'/><category term='milan'/><category term='traduceri italiana'/><category term='onu'/><category term='MILMUN'/><category term='foraje puturi apa'/><category term='diplomatico'/><category term='psihologia'/><category term='traduceri araba'/><category term='candidature'/><category term='luxuria'/><category term='bologna'/><category term='traduceri germana'/><category term='scoala de soferi'/><category term='2006'/><category term='resistenza'/><category term='cigoli'/><category term='ragioni'/><category term='eleutheria'/><category term='firma de contabilitate'/><category term='washington'/><category term='afghanistan'/><title type='text'>La riscossa</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://la-riscossa.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-riscossa.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>traduceri</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>15</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7619519614657132195.post-1261376136763109285</id><published>2011-01-30T02:33:00.002-08:00</published><updated>2011-01-30T02:33:50.871-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antisemitismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='traduceri franceza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onu'/><title type='text'>Inchiesta sull’ONU/1: L’antisemitismo al Palazzo di vetro</title><content type='html'>Il problema dell’antisemitismo in seno alle Nazioni Unite è vecchio  quasi quanto l’Organizzazione: tanti sono gli episodi in cui l’ONU ha  mostrato tutta la sua incapacità di difesa o, addirittura, una precisa  volontà di attacco nei confronti del popolo ebraico.&lt;br /&gt;Già nel 1948  l’ONU non si adoperò per difendere la propria risoluzione su Israele e  su Gerusalemme, per giungere poi a riconoscere de facto il diritto al  terrorismo.&lt;br /&gt;Quando, nel 1967, il dittatore egiziano Gamal Abdel  Nasser, che non nascondeva «l’obiettivo di distruggere Israele», chiese  all’ONU di ritirare i Caschi blu presenti nell’area, ottenne subito ciò  che voleva, nonostante avesse già schierato 80 mila uomini e 550 carri  armati al confine con lo Stato ebraico.&lt;br /&gt;Nel 1975 il dittatore  razzista e assassino dell’Uganda, Idi Amin Dada, tra gli applausi degli  ambasciatori presenti, chiese l’espulsione di Israele dall’ONU e lo  «sterminio» dello Stato ebraico. Quel giorno l’Assemblea Generale  approvò la risoluzione passata alla storia con il nome «Il sionismo è  razzismo».&lt;br /&gt;Un comunicato a seguito della conferenza delle Nazioni  Unite a Caracas, diffuso dal Dipartimento dell’Informazione Pubblica  delle Nazioni Unite il 14 Dicembre 2005, titola: «Una soluzione a due  stati del conflitto Israelo-Palestinese non è più praticabile».&lt;br /&gt;A  completare il quadro, le recenti dichiarazioni del presidente iraniano  Mahmoud Ahmadinejad, che nell’ottobre 2005 ha invocato la distruzione di  Israele e la sua cancellazione dalla mappa geografica. Il giorno  successivo a queste dichiarazioni, il ministro degli Esteri Silvan  Shalom ha richiesto una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza.  In quell’incontro, tutti i 15 membri hanno condannato le affermazioni  di Ahmadinejad, mentre Kofi Annan si è detto costernato per i commenti e  ha ribadito gli obblighi dell’Iran e il diritto all’esistenza di  Israele. Ciò nonostante, Ahmadinejad ha riaffermato la sua posizione il  28 ottobre 2005, augurando «morte a Israele e all’America». Questo  atteggiamento, unito ai propositi di riarmo nucleare, pone una seria  sfida per le Nazioni Unite, che tutti sperano possa essere risolta per  vie diplomatiche.&lt;br /&gt;L’ONU nacque in un momento di straordinaria moral  clarity, in cui i fondatori seppero distinguere “senza se e senza ma”  tra l’aggressione dei nazifascisti e il proprio ruolo di liberatori.  L’obiettivo attuale deve essere ritrovare quella chiarezza morale,  evitando di incorrere in pericolosi quanto antistorici negazionismi.  L’Europa ha un grande compito a tal proposito, e deve riuscire a parlare  con una voce sola contro le falsità e il terrorismo, in difesa della  democrazia. Israele ha diritto ad esistere, e gli ebrei a ricevere  scuse.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7619519614657132195-1261376136763109285?l=la-riscossa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/1261376136763109285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/1261376136763109285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-riscossa.blogspot.com/2011/01/inchiesta-sullonu1-lantisemitismo-al.html' title='Inchiesta sull’ONU/1: L’antisemitismo al Palazzo di vetro'/><author><name>traduceri</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7619519614657132195.post-1686070879105682807</id><published>2011-01-30T02:33:00.000-08:00</published><updated>2011-01-30T02:33:08.427-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='islam'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iraniano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='afghanistan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bologna'/><title type='text'>Un iraniano a Bologna</title><content type='html'>&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;em&gt;Mahmoud,  studente di Scienze della Comunicazione all’Università di Bologna,  racconta la sua esperienza prima e dopo la partenza dal suo paese.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- Nik, partiamo dal nome: preferisci non essere chiamato Mahmoud, vero?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certamente.  Il mio nome anagrafico è un nome arabo e islamico. La mia lingua madre è  il persiano, e non riconoscendomi neanche nella religione musulmana non  mi riconosco in questo nome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- Parlaci della tua vita a Teheran.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facevo  la vita da un ragazzo del ceto medio. Mi sono laureato in letteratura  inglese. Facevo il cronista per una rete televisiva in lingua inglese  della macchina di propaganda del Regime: era l’unico modo per poter  praticare questo mestiere. Ovviamente si viveva una doppia vita, e  dovevi dire quello che volevano loro. Per fortuna che pochi superiori  conoscevano l’inglese!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- Quando hai lasciato l’Iran e cosa ti ha spinto a tale scelta?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;28  agosto 2001. Perché volevo essere libero di pensare e vivere e non  rischiare di essere arrestato dalla polizia morale ogni volta che  camminavo con una persona dal sesso opposto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- Perché hai scelto l’Italia?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono nato a Roma. Conoscevo già la lingua. Volevo ottenere la cittadinanza e vedere che cosa mi ero perso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- Come ti trovi nel nostro Paese?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;E’ molto fastidioso dover chiedere il permesso di soggiorno nel paese dove sei nato! Il resto va bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- E a Bologna?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È  una bella città dalle dimensioni giuste per uno che arriva da fuori;  tra l’altro, affollata di studenti Erasmus, che rendono l’ambiente molto  internazionale e cosmopolita. Dall’altro canto, c’è tanto  anti-americanismo gratuito e quello che io chiamo “pacifismo da pancia  piena” che in questi tempi vanno tanto di moda negli ambienti  universitari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- Ci descrivi la tua giornata tipo?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Lo  svolgimento della mia giornata dipende molto dal periodo: ormai mi  mancano tre esami alla laurea, quindi capita raramente che frequenti una  lezione, a meno che non si tratti di un corso che mi piace e non ho  potuto frequentare in passato. Nei periodi di lavoro insegno l’inglese  nel pomeriggio, altrimenti a volte vado nel nostro dipartimento o presso  la sala centrale dell'Università per controllare la posta e navigare su  internet. Di sera mi incontro con gli amici, a volte andiamo in centro  di Bologna per un aperitivo. Ogni tanto, da solo o con un amico, vado in  piscina. Insomma, non c'è proprio una giornata tipo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- Come reputi i costi della vita nel nostro paese? Hai bisogno di lavorare molto per pagarti lo studio?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella  media. L’università costa meno dei paesi anglosassoni, ma più della  Germania o dei paesi scandinavi, dove sono quasi gratuite. Io sono  fortunato perché faccio l’insegnante d’inglese o comunque lavori legati a  questa lingua. Il problema è che quando ti offrono più lavoro, accetti  anche se al momento non ne hai bisogno, perché non sai cosa ti può  capitare domani… Quindi finisci spesso per essere un lavoratore che  studia anziché viceversa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- Quali ritieni siano le prospettive lavorative una volta laureato?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il  mio corso, Scienze della Comunicazione, almeno a Bologna è molto vasto e  dispersivo: ci si occupa di molti campi e discipline, spesso  interessanti, ma quasi mai in profondità. Inoltre, ha una impostazione  molto teorica; ecco perchè temo che una preparazione del genere non  basti e di conseguenza mi sto informando per iscrivermi a un corso di  laurea specialistica davvero specializzante, come ad esempio Relazioni  internazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- Quali corsi della tua facoltà consiglieresti a chi ha intenzione di studiare a Bologna?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dipende  da quel che si vuol fare. Se vuoi lavorare, partendo dalla base di  conoscenze fornite dal mio corso di laurea, il passo non risulta  immediato: spesso tutte queste belle conoscenze umanistiche non portano  necessariamente all’acquisizione di competenze e capacità per svolgere  un lavoro. Bisogna investire, tempo e denaro, in parallelo per imparare  le lingue, o acquisire esperienze concrete. Nel nostro corso, come ho  accennato, si “studia” la pubblicità senza diventare pubblicitari, si  “studiano” siti web senza diventare web designer, si “studia”  giornalismo senza farlo, e via dicendo. A volte, ho l'impressione che  sia necessario avere ottomila euro per poi fare un master pratico,  altrimenti si rischia di sapere tante belle cose senza poter far niente!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- Cosa cambieresti della tua università e cosa invece credi sia un punto di forza?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello  che cambierei è, come dicevo, la mancanza di approcci pratici allo  studio. Un punto di forza è la presenza di tanti accordi e programmi di  scambio, anche per periodi brevi e dunque non solo Erasmus (che resta il  caso ideale), che danno la possibilità di allargare gli orizzonti e  fare esperienze all’estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- Se ne avessi la possibilità, ritorneresti in Iran?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Manco morto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-&lt;em&gt; Come giudichi la cultura occidentale?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La  cultura occidentale è quella che accoglie tutti da tutto il mondo è gli  dà la possibilità di realizzarsi, di diventare “uno di casa”, ed è così  buona, anzi buonista, che fa sì che ci si pieghi a casa propria per  esaudire i desideri, nonché i capricci ed i fantomatici “diritti” spesso  discutibili degli ultimi arrivati, che non sono altrettanto aperti nei  confronti di chi gli accoglie!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- Hai un sogno per il tuo futuro? E per il futuro del tuo Paese?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il  mio sogno di breve termine è di liberarmi dell’etichetta  “extra-comunitario”. E poi voglio entrare in politica o fare giornalismo  politico che mi appassiona e perché vedo che ce n’è tanto bisogno. Per  l’Iran naturalmente spero nella nascita di una democrazia: per questo  credo che il cammino intrapreso dall’Afghanistan e dall’Irak verso la  libertà dei popoli possa dare una speranza e ispirazione anche agli  altri popoli islamici. &lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7619519614657132195-1686070879105682807?l=la-riscossa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/1686070879105682807'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/1686070879105682807'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-riscossa.blogspot.com/2011/01/un-iraniano-bologna.html' title='Un iraniano a Bologna'/><author><name>traduceri</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7619519614657132195.post-8480112763827986060</id><published>2011-01-30T02:32:00.000-08:00</published><updated>2011-01-30T02:32:23.194-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='contabilitate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='forza italia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='psihologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cigoli'/><title type='text'>Intervista al prof. Vittorio Cigoli</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;em&gt;Professore  Ordinario di Psicologia Clinica presso la Facoltà di Psicologia  dell’Università Cattolica di Milano. Direttore dell’Alta Scuola di  Psicologia “A. Gemelli”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;em&gt;- Cosa si aspetta dal corso di laurea nel quale lavora? E dall’università?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sicuramente  mi aspetto che l’università sostenga la didattica e la possibilità di  fare ricerca. Purtroppo il sistema accademico italiano è ricco di  burocrazia, ma questo riguarda l’università italiana in generale. Direi  che noi docenti siamo qui soprattutto per fare ricerca. Non siamo  professori di liceo, le funzioni sono diverse. Inoltre esistiamo come  università in quanto abbiamo programmi internazionali di valore. La  Cattolica pone grande attenzione a questo aspetto, facendo buoni  investimenti.&lt;br /&gt;Psicologia è una facoltà di prestigio, tra le migliori  in ambito non solo italiano, ma internazionale. Si è investito molto in  ambito di didattica, secondo una triplice direttiva: la creazione di  gruppi di lavoro e laboratori di ricerca per studenti; l’esistenza di  lauree magistrali valide; l’istituzione di ben nove master di secondo  livello. Del resto, la facoltà di Psicologia della Cattolica ha  un’antica e celebre tradizione: padre Agostino Gemelli fu il primo  psicologo d’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- Riesce ad individuare due cose negative e due cose positive dell’università nella quale lavora?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come  accennato prima, aspetti positivi dell’Università Cattolica sono  sicuramente il sostegno alla ricerca e i buoni rapporti internazionali.  Un ulteriore aspetto è costituito dall’investimento nelle sedi: in  particolare la facoltà di Psicologia, con la creazione di una nuova sede  e di laboratori in cui gli studenti possano applicare le proprie  conoscenze, è da ritenersi all’avanguardia rispetto a tante altre  realtà. Trovo difficoltà ad indicare aspetti negativi ascrivibili alla  mia università in quanto tale. Sicuramente, l’eccesso di impegni  amministrativi dei docenti, spesso impegnati in operazioni come quella  di organizzazione dei crediti, che non dovrebbero competergli. Si  tratta, però, di un aspetto negativo dettato dall’alto, di cui  l’Università Cattolica non ha specifiche colpe. Non vedo altre  negatività, anche il rapporto con i colleghi è buono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- Ci dica almeno tre fattori che dovrebbero caratterizzare, a suo avviso, l’università ideale.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per  cominciare, la valorizzazione, oggi scadente, del corpo docente.  Attualmente gli stipendi sono risibili se confrontati con quelli di  altri paesi europei; vi sarebbe bisogno di un riconoscimento adeguato  del nostro ruolo anche dal punto di vista economico.&lt;br /&gt;In secondo  luogo, è fondamentale insistere sugli investimenti per la ricerca. Senza  ricerca l’università non compie appieno il proprio ruolo.&lt;br /&gt;Infine, è  necessario investire su reti internazionali. In particolare, bisogna  attuare la possibilità di ricerca all’estero e lo scambio di esperienze  didattiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- Cosa suggerirebbe ad uno studente che sta iniziando l’università?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Posso  riferirmi alla facoltà di Psicologia, nella quale lavoro. Prima di  tutto, bisogna considerare la passione! I ragazzi che si iscrivono  all’università devono essere consci che la situazione del mercato del  lavoro in Italia è pessima; quindi consiglio vivamente di scegliere una  facoltà che li appassioni, con materie che si è sicuri potranno piacere.  In Italia vi sono molti psicologi. Per un buon percorso di formazione  al giorno d’oggi sono necessari dieci anni di studio universitario, tra  università, tirocinio e master. La soddisfazione dal punto di vista  economico, purtroppo, è pari a zero. Gli psicologi devono uscire dalla  clinica: il mercato clinico è saturo. V’è, invece, una domanda crescente  di psicologia applicativa. Sta alle capacità dei laureati ritagliarsi  nuovi spazi nel mondo del lavoro; bisogna essere creativi e mettere  passione nella propria iniziativa, sfruttando possibilità diverse di  lavoro, come quelle che possono venire dalle nuove tecnologie di  comunicazione e da internet. La passione è fondamentale sia durante che  dopo il percorso di studi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7619519614657132195-8480112763827986060?l=la-riscossa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/8480112763827986060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/8480112763827986060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-riscossa.blogspot.com/2011/01/intervista-al-prof-vittorio-cigoli.html' title='Intervista al prof. Vittorio Cigoli'/><author><name>traduceri</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7619519614657132195.post-1103307882002247770</id><published>2011-01-30T02:31:00.002-08:00</published><updated>2011-01-30T02:31:39.999-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='traduceri engleza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diplomatico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='traducere'/><title type='text'>Professione diplomatico</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Essere diplomatico oggi: una missione tra sacrifici e gratificazioni&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;Intraprendere  la carriera diplomatica è un’aspirazione affascinante ma tuttaltro che  semplice: cerchiamo di capire quali siano innanzitutto i requisiti  caratteriali richiesti ai giovani aspiranti.&lt;br /&gt;Per prima cosa è  importante mettere alla prova la propria determinazione, ad esempio  attraverso un tirocinio al Ministero degli Affari Esteri o presso  un’ambasciata, in modo da poter avere le idee chiare per proseguire  nell’inseguimento del proprio obiettivo. Questa possibilità è offerta  dall’accordo MAE-CRUI, che rende possibile l’effettuazione di uno stage  che avvicini lo studente universitario all’ambiente diplomatico.&lt;br /&gt;Successivamente,  sarà più facile constatare la passione e la propensione ad approfondire  le questioni internazionali. Sebbene un esercizio utile per ottenere  dimestichezza con queste tematiche sia quello di leggere i giornali, ciò  non è sufficiente. E’ importante, infatti, congiungere la teoria alla  pratica, quindi uscire dall’Ambasciata e calarsi nella realtà locale del  paese dove si viene inviati.&lt;br /&gt;Oltre alla motivazione, un’altra  questione si presenta agli occhi dell’aspirante diplomatico: l’impiego  in diplomazia richiede un cambio frequente di paesi e di funzioni. Il  professionista deve essere mentalmente aperto, dotato di fantasia e  creatività, e soprattutto emotivamente disponibile a recarsi fuori dal  proprio Paese, come spiega François Trémeaud, Direttore esecutivo  dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro: «Devi essere pronto ad  andare all’estero in termini di difficoltà, famiglia, figli. Non è  possibile per un diplomatico rifiutare di essere inviato ovunque nel  mondo in qualsiasi momento». Secondo l’Ambasciatore Riccardo Sessa, è  importante tenersi in aggiornamento continuo sulle problematiche e sulle  novità che nascono nel proprio Paese d’origine.&lt;br /&gt;Ad un diplomatico  sono richieste anche altre doti: quelle della riservatezza, della  sintesi, della comprensione dei fatti e il senso di responsabilità: uno  dei compiti del diplomatico è infatti quello di assicurare l’adempimento  degli obblighi pattizi e dei doveri istituzionali. Inoltre, come spiega  il Ministro Terzi di Sant’Agata, Direttore Generale per gli Affari  Politici Multilaterali e i Diritti Umani, «i diplomatici sono funzionari  dello Stato responsabili dell’attuazione delle politiche di governo».&lt;br /&gt;Doti  caratteriali devono essere poi accompagnate da una preparazione  culturale molto solida, che va dalla storia, alla politica, alle  conoscenze linguistiche e all’economia. Quest’ultima sta divenendo  sempre più importante nelle questioni che coinvolgono le rappresentanze  diplomatiche. E’ nata la figura del Consigliere Commerciale, che  all’interno delle Ambasciate e dei Consolati si interessa delle  opportunità commerciali per il suo Paese. Ecco che allora la figura del  diplomatico assume anche una connotazione manageriale.&lt;br /&gt;Un’altra  funzione del diplomatico, a detta dell’Ambasciatore Amaduzzi, è quella  di offrire dei servizi agli italiani all’estero. Egli si pone infatti  come rappresentante politico del suo governo, mentre i funzionari che  operano presso i consolati e le rappresentanze italiane all’estero si  occupano di attività più operative, come i rapporti con la stampa o i  problemi della comunità italiana.&lt;br /&gt;Il Ministero degli Affari Esteri,  inoltre, dovrà coordinare i soggetti attivi sulla scena internazionale,  ossia organi quali le regioni, gli enti locali, le università e le  aziende private.&lt;br /&gt;L’attività diplomatica, però, oltre a garantire il  prestigio, comporta anche degli svantaggi: chiari sono i disagi che  possono derivare dal viaggiare continuamente; ciò può dar vita ad una  “sindrome di derooting”, ovvero la sensazione di aver perduto le proprie  radici a causa dei continui spostamenti.&lt;br /&gt;Il consiglio di Gherardo  Casini è allora quello di «specializzarsi lungo il proprio percorso  formativo e poi proporsi come “specialisti” in un certo settore» per  facilitare la percezione di una propria chiara e precisa identità. &lt;br /&gt;Queste  competenze sono valutate da un concorso per titoli ed esami, molto  difficile e selettivo, superato il quale si trascorrono nove mesi al  Ministero come Segretario di legazione in prova; dopo questo periodo, si  è generalmente ammessi al primo grado della carriera diplomatica,  quello di Segretario di legazione.&lt;br /&gt;Teoricamente, la macchina  diplomatica funziona così: il Ministro, che nomina gli ambasciatori,  grado più elevato della carriera, comunica loro la linea politica da  seguire; gli ambasciatori gli fanno presente quello che ritengono  possibile fare od ottenere, e sulla base di queste informazioni il  Ministro prende le sue decisioni, che la diplomazia esegue.&lt;br /&gt;Non bisognerebbe mai dimenticare la definizione di Talleyrand, secondo cui la diplomazia è l’arte del possibile!&lt;br /&gt;Un  buon diplomatico ha indubbiamente anche un certo talento nella  scrittura. Numerosi sono gli esempi di diplomatici letterati, o  diplomatici artisti.&lt;br /&gt;Un esempio tra i tanti è quello di Ivo Andric,  diplomatico serbo tra il 1920 e il 1941 e premio Nobel per la  letteratura. Probabilmente la sua definizione di diplomatico è tra le  più corrette quanto affascinanti che siano state scritte: “Sono uomini  di intelligenza profonda ma chiara, uomini di sensibilità semplice e  limitata e imperturbabili, ma non insensibili; capaci di sotterfugi, ma  non chiusi e misteriosi, sempre meno loschi; forti, ma non rozzi; rapidi  e decisi, ma non irascibili o impulsivi; realisti, sobri, ma non  monotoni e noiosi. Devono saperne abbastanza, ma non dovrebbe esserci  traccia di erudizione o pedanteria in ciò che sanno, e la loro  conoscenza dovrebbe sorprendere piacevolmente e forse impressionare  coloro con i quali stanno parlando, ma mai imbarazzare, offendere o  provocare vergogna. Vale lo stesso per il coraggio: devono averne, e  dovrebbe essere solido e affidabile, ma dovrebbero mostrarlo solo in  circostanze estreme e conservarlo come se conservassero armi che tutti  sanno che possiedono, ma non sono mai viste.&lt;br /&gt;Devono anche possedere  immaginazione, ma fino a un certo punto, abbastanza perché un uomo possa  considerare ogni tematica da ogni punto di vista e con tutte le sue  possibilità e conseguenze immediate; nulla più di questo è pericoloso  sia per essi che per il lavoro che stanno compiendo”.&lt;br /&gt;Più breve, ma forse altrettanto incisivo, è Daniele Varé: “Diplomacy is the art of letting someone have your way”.&lt;br /&gt;Ma  come si svolge la vita di un ambasciatore? Certamente non si tratta  solo di cocktail, danze, cene e champagne. Non è soltanto questo. Per  iniziare, vi sono ambasciate e consolati in aree non esattamente  prestigiose né comode, esposte a pericoli, a volte ad attacchi,  difficoltà di movimento e povertà. In secondo luogo, un ambasciatore ha  responsabilità enormi di rappresentanza, cui è giunto quasi sempre per  meriti indiscutibili.&lt;br /&gt;Quella del diplomatico è una professione  privilegiata e invidiabile? Forse lo è, sicuramente è una professione  unica nelle sue caratteristiche e che richiede anni e anni di studio,  duro lavoro e a volte sacrifici, oltre ad una forte disponibilità a  mettere se stessi al servizio dei vicini e del proprio Paese: una vera e  propria missione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7619519614657132195-1103307882002247770?l=la-riscossa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/1103307882002247770'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/1103307882002247770'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-riscossa.blogspot.com/2011/01/professione-diplomatico.html' title='Professione diplomatico'/><author><name>traduceri</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7619519614657132195.post-6887111146556652018</id><published>2011-01-30T02:31:00.000-08:00</published><updated>2011-01-30T02:31:04.129-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='forza italia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2006'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='berlusconi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roma'/><title type='text'>Roma, 2 dicembre 2006: noi c’eravamo!</title><content type='html'>&lt;span style="color: #000066;"&gt;Che sarebbe  stata una giornata memorabile lo avevamo intuito già da qualche  settimana. Inizialmente raccogliendo le richieste della gente comune che  già dalla fine dell'estate ci sollecitava ad andare in piazza il prima  possibile contro questo governo vergognoso. E poi, ancora di più,  lavorando per quasi un mese in Viale Monza e tra i chiostri della  Cattolica per l'organizzazione dell'evento, rispondendo alle telefonate  delle persone più diverse e incontrando centinaia di studenti e  cittadini che volevano dare un senso alla propria indignazione.&lt;br /&gt;Ma  mai avremmo potuto immaginare una manifestazione di questa portata.  Partenza alle ore 6 dal Castello Sforzesco, 3 pullman organizzati da  noi, più molte altre persone che hanno preferito il treno. Sopraggiunge  alla partenza una troupe del TG1, che ci tiene compagnia per una buona  ora sul pullman numero uno. Il servizio andrà poi in onda al  telegiornale delle 13:30. Lungo l'autostrada, da Milano a Roma, un  passaggio incessante di pullman dei partiti della CdL (ne avremo  incontrati almeno un centinaio), poi tutti gli autogrill e le aree di  servizio dell'A1 intasate di giovani e meno giovani avvolti nelle loro  bandiere tricolori, nei soli delle alpi, nei simboli della loro  appartenenza politica. Quindi all'ingresso dell'Urbe, una coda  chilometrica (oltre un'ora di attesa) con centinaia e centinaia di mezzi  bloccati per poter accedere ai parcheggi dell'EUR e delle altre zone  periferiche.E, finalmente arrivati, una marea umana mai vista che  intasava la metropolitana e si metteva in marcia anche a piedi per  raggiungere i luoghi di partenza dei cortei. Dovunque un fiume in piena,  uomini e donne di ogni parte d'Italia, di tutte le età e le classi  sociali, molti per la prima volta in piazza, a rivendicare tutti insieme  il proprio diritto di esistere e di far sentire la propria voce libera.&lt;br /&gt;Tanti  cori, è vero, qualcuno anche politicamente scorretto (e meno male!), ma  non una vetrina rotta, non un cassonetto ribaltato, non un ferito, né  un incidente. Una grandissima lezione di civiltà alle sinistre di lotta e  di governo che da sessant'anni hanno monopolizzato le piazze in modo  non sempre pacifico. Un corteo immenso, finalmente tricolore e non  rosso, una grande festa di popolo che ha difeso le proprie tasche ma  anche i propri valori, ringraziando più volte le forze dell’ordine  presenti e onorando con una bandiera di 500 metri gli eroi di Nassiryia.&lt;br /&gt;E  poi, dopo quasi due ore di cammino, di grida, di salti e di corse, di  passione e di energia, ecco aprirsi ai nostri occhi lo spettacolo  indimenticabile di una piazza San Giovanni già piena all'inverosimile,  pronta ad accogliere non dei semplici leader di partito, ma i padri  (Berlusconi, Fini e Bossi) di un'intera comunità pronta ad abbracciarli e  a far sentire tutto il suo calore e il suo affetto.Alla fine, stanchi  ma rinfrancati dai discorsi, dalle ovazioni, dalle musiche, dagli  applausi di un popolo davvero unito, ecco dalle parole di Silvio il  regalo più bello: "Gli organizzatori mi pregano di darvi una notizia che  ha dello straordinario (...) Hanno valutato la vostra presenza in più  di DUE MILIONI di persone!" E la folla si stringe in un unico  grandissimo boato di gioia e soddisfazione per una giornata che entrerà  nella storia di questo paese.&lt;br /&gt;Dal punto di vista politico, si è  trattata della consacrazione di ciò cui i leader della CdL aspirano, ma  che mai avrebbero immaginato potesse già esistere: il partito unico  della libertà, il partito del centrodestra, della gente perbene, dei  lavoratori, dei cristiani e dei liberali, tutti uniti nella difesa dei  propri valori e nella contestazione al nichilismo relativista della  sinistra.&lt;br /&gt;Ecco i passaggi importanti dei discorsi di Berlusconi e Fini che avvalorano le nostre tesi:&lt;br /&gt;«La  nostra idea della politica è pienamente laica, ma ha qualcosa di sacro.  “Chi crede non è mai solo”, ha detto il Santo Padre nel suo viaggio in  Germania. E ha ragione: guardatevi intorno, guardate quanti siamo. Siamo  molti, siamo moltissimi a credere negli stessi ideali. […] Siamo il  popolo del centrodestra, un popolo che condivide gli stessi valori, la  stessa visione del futuro. Ci accomuna la stessa visione della libertà,  della democrazia, della patria, della persona, della famiglia, del  lavoro, dell’impresa. Questa è la nostra grande forza.»&lt;br /&gt;«Non saranno  le invidie, le malizie di qualcuno, le indiscrezioni fasulle, le tante,  troppe polemiche alimentate ad arte a dividere ciò che questa piazza  unisce. Questa piazza dimostra la volontà di rappresentare una seria,  credibile, vincente alternativa al peggior governo che l’Italia abbia  mai avuto. […] Se moltiplicheremo i circoli della libertà, se inviteremo  tutti i dirigenti a serrare i ranghi, se facciamo, quindi, ciò che la  piazza ci chiede, ciò che oggi sembra lontano è in realtà molto vicino:  il centrosinistra, se è maggioranza di poco in Parlamento, non ha la  maggioranza del paese.»&lt;br /&gt;Una manifestazione di piazza non abbatterà un  governo eletto democraticamente (è tale, aspettando il riconteggio  delle schede), ma sicuramente ha mostrato al governo quanto sia debole e  quanto poco sia vicino alle aspirazioni e agli interessi degli  Italiani. Grazie a tutti i presenti!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7619519614657132195-6887111146556652018?l=la-riscossa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/6887111146556652018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/6887111146556652018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-riscossa.blogspot.com/2011/01/roma-2-dicembre-2006-noi-ceravamo.html' title='Roma, 2 dicembre 2006: noi c’eravamo!'/><author><name>traduceri</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7619519614657132195.post-8842594492434064083</id><published>2011-01-30T02:30:00.000-08:00</published><updated>2011-01-30T02:30:03.807-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bambini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='codice civile'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='firma de contabilitate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='traduceri araba'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='zapetero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PACS'/><title type='text'>Un po' di chiarezza su PACS e coppie omosessuali</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;Nel  tragicomico panorama politico italiano, dal quale i cittadini avvertono  un sempre maggiore distacco, come ha "scoperto" il Presidente  Napolitano, si sente tanto parlare di PACS e coppie omosessuali,  divenuti, anzi, i temi al centro del dibattito politico. Ebbene sì, i  nostri parlamentari si scaldano più per la concessione di diritti a  famiglie non convenzionali, che per aiutare davvero le famiglie  "regolari" in difficoltà.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;Ma prima di affrontare la questione, un paio di considerazioni preliminari sono necessarie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;Uno:  ogni persona ha il diritto di avere l'orientamento sessuale che  desidera, o che gli è stato imposto dalla natura, e di non essere  discriminato in ragione di esso. Considerazione che potrebbe apparire  superflua, ma non lo è affatto per una lunga serie di motivi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;Due:  le manifestazioni di "orgoglio gay", così scomposte e fuori dai canoni,  sono assolutamente controproducenti per gli omosessuali. I primi a  rendersene conto sono gli stessi omosessuali che vorrei definire "seri",  ossia quelli che per natura hanno, da sempre, un orientamento  omosessuale, e che soffrono nel vedere strumentalizzata la loro  condizione per motivi politico-elettorali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;Ciò  detto, cosa sono i PACS? Un atto legislativo, o insieme di leggi, volte  a regolare le convivenze tra coppie, siano esse omosessuali o  eterosessuali, per la concessione di diritti simili o uguali a quelli  delle coppie sposate.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;Cosa c'è di male nel regolamentare le "unioni civili"? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;Innanzitutto,  la definizione "unioni civili" è sbagliata. Una coppia può sposarsi in  Comune, e non in Chiesa, e quindi rientrare nella categoria "unioni  civili". Ma questo tipo di unione è parificato in tutto e per tutto a  quello delle coppie sposate (anche) in Chiesa. E ci mancherebbe...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;Le  "unioni civili" di cui si discute sono qualcosa di diverso: appunto,  coppie - eterosessuali o omosessuali - non sposate, per cui si chiedono  particolari diritti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;Ora,  questi diritti non possono essere concessi in maniera generalizzata per  legge o addirittura costituzionalmente a tutte le coppie non sposate. A  tal proposito mi vengono in mente le battaglie della sinistra "in  difesa della Costituzione", che viene invece ignorata quando non  corrisponde ai propri interessi o calcoli (cito a titolo di esempio  l'Art. 29, c. 1: "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come  società naturale fondata sul matrimonio" e l'Art. 95, c. 1: "Il  Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del  Governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed  amministrativo, promovendo e coordinando l'attività dei ministri"). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;Non  è possibile concedere mille e uno diritti senza che le coppie in  questione abbiano zero doveri e obblighi nei confronti della società.  Perchè si dovrebbe permettere a una coppia del genere lo stesso  trattamento di una sposata, quando la prima può benissimo decidere una  mattina che la propria unione non esiste più? Le coppie sposate hanno  doveri e obblighi nei confronti della società che le coppie non sposate  non hanno. Ergo, zero doveri, zero (o quasi) diritti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;Il  quasi è assolutamente voluto: in maniera diversa rispetto ai pruriti  radical-social-comunisti presenti a sinistra come (aihmé!) a destra,  sono perfettamente consapevole che la vita non è mai perfetta. I casi  della vita sono tanti, non si può considerare una situazione uguale ad  un'altra.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;Allora,  per casi particolari, che possono risultare anche in percentuale  elevata, possono essere poste in essere una serie di misure concessorie  di diritti attraverso semplici modifiche &lt;em&gt;ad hoc&lt;/em&gt; del Codice  civile. Mi spiego con un esempio: una coppia eterosessuale non sposata  di cinquantenni con bambini, in cui almeno un coniuge ha alle spalle un  matrimonio fallito è sicuramente cosa diversa da una "coppia"  omosessuale di ventenni che non hanno ancora compreso cosa fare della  propria vita. E allora, per la prima coppia si inseriscano nel Codice  dei provvedimenti ad hoc a tutela della loro condizione; la seconda,  continui a vivere serenamente la propria condizione senza troppo  clamore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;Una  considerazione finale sul tema dei diritti e in particolare  dell'adozione da parte di persone omosessuali: nella società attuale  tale concessione è impensabile; assunto che due persone dello stesso  sesso non possono procreare, obiettivo che la società (se non la natura o  Dio, che pare contino sempre meno) ha assegnato ad un uomo e una donna  per volta, gli omosessuali non possono pretendere gli stessi diritti  delle coppie eterosessuali; la questione, di ordine sociale e politico  volendo tralasciare gli aspetti biologici e morali, non può essere  aggirata attraverso l'adozione di un bambino: qui entra in gioco una  terza persona, indifesa e incapace di decidere per se stessa, che non si  può permettere venga "violentata" nella sua libertà da qualsivoglia  voglia di "maternità" o "paternità" omosessuale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;Fortunatamente, in Italia esistono ancora menti pensanti, che si spera evitino una deriva zapaterista.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7619519614657132195-8842594492434064083?l=la-riscossa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/8842594492434064083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/8842594492434064083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-riscossa.blogspot.com/2011/01/un-po-di-chiarezza-su-pacs-e-coppie.html' title='Un po&apos; di chiarezza su PACS e coppie omosessuali'/><author><name>traduceri</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7619519614657132195.post-3006171063932219306</id><published>2011-01-30T02:29:00.000-08:00</published><updated>2011-01-30T02:29:00.738-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='forza italia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='traduceri italiana'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='prodi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='traduceri germana'/><title type='text'>Anche i giovani di Forza Italia contro Prodi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;In qualità di  responsabile del gruppo Studenti per le libertà dell’Università  Cattolica vorrei precisare alcune cose in riferimento alla contestazione  per l’assegnazione di una laurea honoris causa a Romano Prodi da parte  della nostra università.&lt;br /&gt;La protesta ha avuto grande risalto su tutti  i media italiani, sebbene pochi se ne siano occupati con perizia. Non  entro nel merito della decisione del nostro prestigioso ateneo, ma le  definizioni di «dilettante», «impacciato» e «dal linguaggio piatto» date  in passato da grandi quotidiani europei all’ex presidente della  Commissione Europea lasciano comprendere buona parte della levatura del  personaggio.&lt;br /&gt;La contestazione è stata operata da tre gruppi: Studenti  per le libertà, sicuramente il più numeroso, Azione Universitaria (il  gruppo giovanile della componente Destra Sociale) e dai ragazzi del MUP –  Lega Nord. Il nostro gruppo, SPL, attivo da due anni in Cattolica, è  espressione del movimento giovanile di Forza Italia, ma mira al  coinvolgimento di tutti gli studenti di centrodestra.&lt;br /&gt;Una volta  riunitici per proclamare la contrarietà a questo riconoscimento, abbiamo  organizzato un giro di email, sms, telefonate e utilizzato il nostro  sito internet (&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;www.splmilano.com&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;)  per pubblicizzare l’iniziativa, comunque spontanea e volontaria. La  linea condivisa dal gruppo è stata quasi del tutto rispettata: non  volevamo una protesta partitica, né mostrare simboli o striscioni come  altri hanno fatto. Abbiamo affisso manifesti nei chiostri per esprimere  ancor più chiaramente il nostro dissenso, ma i contenuti non sono mai  stati violenti né volgari.&lt;br /&gt;Il giorno della laurea ci siamo radunati  un’ora prima del conferimento e protestato sino al termine della  cerimonia. Inoltre, Studenti per le libertà si dissocia apertamente dai  saluti fascisti ostentati da altri studenti, che non rispecchiano i  valori della destra moderna, liberale e cristiana in cui crediamo e per  cui operiamo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7619519614657132195-3006171063932219306?l=la-riscossa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/3006171063932219306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/3006171063932219306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-riscossa.blogspot.com/2011/01/anche-i-giovani-di-forza-italia-contro.html' title='Anche i giovani di Forza Italia contro Prodi'/><author><name>traduceri</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7619519614657132195.post-2911696602535181666</id><published>2011-01-30T02:28:00.000-08:00</published><updated>2011-01-30T02:28:03.484-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='traduceri engleza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='foraje'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='firma de contabilitate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crimi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='traduceri legalizate'/><title type='text'>La condanna dei crimini del comunismo</title><content type='html'>&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ogni tanto  anche le Istituzioni europee decidono di fare i conti con la storia...  Se passasse questa risoluzione, sarebbe un duro colpo a molte delle  ipocrisie che fanno del Consiglio d'Europa un &lt;em&gt;uneffective body&lt;/em&gt;. Non ci resta che sperare nella buona fede dei nostri rappresentanti!&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Mozione  alla Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa: "La necessità di  una condanna internazionale dei crimini del comunismo"&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;br /&gt;I. &lt;em&gt;Progetto di risoluzione&lt;/em&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;1.  L'Assemblea rinvia alla sua risoluzione 1096 (1996) sulle misure di  smantellamento dell'eredità delle vecchie forme di governo totalitarie  comuniste. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;2.  I regimi comunisti totalitari che esistevano in Europa centrale ed  orientale nel secolo scorso, e che esistono sempre in molti paesi del  mondo, sono stati segnati senza eccezione da violazioni massicce dei  diritti dell'uomo. Queste violazioni, chi variavano secondo la cultura,  il paese ed il periodo storico, includevano gli assassini e le  esecuzioni, che siano individuali o collettivi, i decessi in campi di  concentrazione, la morte c&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;on la fame, le deportazioni, la tortura, il lavoro forzato ed altre forme di terrore fisico collettivo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;3.  I crimini sono stati giustificati in nome della teoria della lotta  delle classi e del principio della dittatura del proletariato.  L'interpretazione di questi due principi rendeva legittima  "l'eliminazione" delle categorie di persone considerate come parassiti  alla costruzione di una società nuova e, di conseguenza, come ostili dei  regimi comunisti totalitari. In ogni paese, le vittime erano  soprattutto nazionali. Era il caso in particolare delle popolazioni  delle ex-URSS dove vi fu un numero molto più alto di vittime rispetto a  quelle di altre nazionalità. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;4.  L'Assemblea riconosce che nonostante i crimini dei regimi comunisti  totalitari, alcuni partiti comunisti europee hanno lavorato alla  realizzazione della democrazia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;5. &lt;em&gt;&lt;strong&gt;La  caduta dei regimi comunisti totalitari dell'Europa centrale ed  orientale non è stata seguita né da un'indagine internazionale  esauriente ed approfondita, né di un dibattito sui crimini commessi da  questi regimi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;. Inoltre, i crimini in questione non sono  stati condannati dalla Comunità internazionale, come è stato il caso dei  crimini orribili commessi in nome del socialismo nazionale (nazismo). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;6. Di conseguenza, &lt;em&gt;&lt;strong&gt;il  grande pubblico è molto poco cosciente dei crimini commessi dai regimi  comunisti totalitari. I partiti comunisti sono legali ed ancora attivi  in alcuni paesi, quando a volte neppure non hanno neppure preso le  distanze dai crimini commessi in passato da regimi comunisti totalitari.  &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;7. &lt;em&gt;&lt;strong&gt;L'Assemblea  è convinta che la presa di coscienza della storia sia una delle  condizioni da soddisfare per evitare che crimini simili si riproducano  in futuro&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;. Inoltre, il giudizio morale e la condanna dei  crimini commessi svolgono un ruolo importante nell'istruzione data alle  giovani generazioni. Una posizione chiara della Comunità internazionale  su questo passato potrebbe servire loro da riferimento per la loro  azione futura. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;8.  Inoltre, l'Assemblea ritiene che le vittime di crimini commessi da  regimi comunisti totalitari, ancora in vita o le loro famiglie, fanno  appello alla compassione, la comprensione ed il riconoscimento delle  loro sofferenze. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;9. &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Restano  regimi comunisti totalitari in alcuni paesi del mondo, e dei crimini  continuano a esservi commessi. Gli interessi nazionali non devono  impedire ai paesi di criticare i regimi comunisti totalitari attuali&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, quando questi meritano di essere criticati. L'Assemblea condanna vivamente tutte queste violazioni dei diritti dell'uomo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;10.  I dibattiti e le condanne che hanno avuto luogo fino ad oggi a livello  nazionale in alcuni Stati membri del Consiglio d'Europa non possono  dispensare la Comunità internazionale dal prendere chiaramente posizione  sui crimini commessi dai regimi comunisti totalitari. Ha l'obbligo  morale di farlo senza più aspettare. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;11.  Il Consiglio d'Europa è nella posizione di lanciare tale dibattito a  livello internazionale. Tutti i vecchi paesi comunisti dell'Europa, ad  eccezione della Bielorussia, ne sono oggi membri, e la tutela dei  diritti dell'uomo e lo Stato di diritto sono i valori fondamentali che  esso difende. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;12.  Di conseguenza, l'Assemblea parlamentare condanna con vigore le  violazioni massicce dei diritti dell'uomo commesse dai regimi comunisti  totalitari e rende omaggio alle vittime di questi crimini. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;13. Inoltre, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;invita  tutti i partiti comunisti o post-comuniste dei suoi Stati membri che  non lo hanno ancora fatto a riesaminare la storia del comunismo ed il  loro passato, a prendere chiaramente le distanze dai crimini commessi  dai regimi comunisti totalitari e condannarli senza ambiguità.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;14.  L'Assemblea ritiene che la chiarezza di questa posizione adottata dalla  Comunità internazionale favorirà la prosecuzione della riconciliazione.  Inoltre, occorre sperare che incoraggerà gli storici del mondo intero a  continuare i loro obiettivi di ricerca che sono di stabilire e  verificare obiettivamente lo svolgimento dei fatti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;br /&gt;II. &lt;em&gt;Progetto di raccomandazione&lt;/em&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;1.  L'Assemblea parlamentare rinvia alla sua risoluzione 1096 (1996) sulle  misure di smantellamento dell'eredità delle vecchie forme di governo  totalitarie comuniste ed alla sua risoluzione... sulla necessità di una  condanna internazionale dei crimini dei regimi comunisti totalitari &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;2. L'Assemblea ritiene che &lt;strong&gt;&lt;em&gt;è  urgente organizzare un dibattito internazionale approfondito ed  esauriente sui crimini commessi dai regimi comunisti totalitari&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;  in attesa di suscitare della compassione, della comprensione e del  riconoscimento per tutti coloro che sono stati toccati da questi  crimini. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;3.  È convinta che il Consiglio d'Europa, organizzazione che comprende lo  Stato di diritto e la tutela dei diritti dell'uomo, dovrebbe prendere  chiaramente posizione sui crimini commessi dai regimi comunisti  totalitari. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;4. Di conseguenza, l'Assemblea chiede urgentemente al Comitato dei Ministri: &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;i. di provvedere a istituire un&lt;em&gt;&lt;strong&gt;  comitato composto da esperti indipendenti, incaricato di raccogliere ed  analizzare informazioni e la legislazione relative alle violazioni dei  diritti dell'uomo commesse sotto diversi regimi comunisti totalitari&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;ii. di &lt;em&gt;&lt;strong&gt;approvare  una dichiarazione ufficiale a favore della condanna internazionale dei  crimini commessi dai regimi comunisti totalitari, e &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;di &lt;em&gt;&lt;strong&gt;rendere omaggio alle vittime di questi crimini&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, indipendentemente dalla loro nazionalità; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;iii. di &lt;em&gt;&lt;strong&gt;lanciare una campagna pubblica di sensibilizzazione ai crimini commessi dai regimi comunisti totalitari a livello europeo&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;iv.  di organizzare una conferenza internazionale sui crimini commessi dai  regimi comunisti totalitari con la partecipazione di rappresentanti dei  governi, parlamentari, universitari, esperti ed ONG. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;v. esortare gli Stati membri del Consiglio d'Europa che sono stati governati da regimi comunisti totalitari: &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;a. a provvedere a &lt;em&gt;&lt;strong&gt;istituire  comitati composti da esperti indipendenti incaricati di raccogliere ed  analizzare informazioni sulle violazioni dei diritti dell'uomo commesse  sotto il regime comunista totalitario&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; a livello nazionale in attesa di collaborare strettamente con un comitato di esperti del Consiglio d'Europa; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;b. a &lt;em&gt;&lt;strong&gt;rivedere  la legislazione nazionale per renderla interamente conforme alla  raccomandazione (2000) 13 del Comitato dei ministri su una politica  europea di comunicazione degli archivi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;c. a lanciare una &lt;strong&gt;&lt;em&gt;campagna nazionale di sensibilizzazione&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ai crimini commessi in nome dell'ideologia comunista, includendo la &lt;em&gt;&lt;strong&gt;revisione dei manuali scolastici e l'introduzione di un giorno commemorativo per le vittime del comunismo e l'apertura di musei&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;d.  ad incoraggiare le Comunità locali a stabilire monumenti commemorativi  che rendono omaggio alle vittime dei regimi comunisti totalitari. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;br /&gt;III. &lt;em&gt;Motivazione &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;I. &lt;em&gt;Introduzione&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;1.  La caduta dei regimi comunisti dell'Europa centrale ed orientale,  all'inizio degli anni '90, ha aperto numerose discussioni sulla  valutazione politica e giuridica degli atti e dei crimini commessi in  nome dell'ideologia comunista. La responsabilità degli autori di questi  atti e le eventuali prosecuzioni contro di loro, sono ormai temi  pubblicamente trattati. In tutti i paesi in passato comunisti, dibattiti  hanno avuto luogo a questo riguardo sul piano nazionale e molti hanno  adottato leggi specifiche sulla "decomunistizzazione" e/o la  depurazione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;2.  In tutti i paesi interessati, questo aspetto è stato considerato come  uno degli elementi di un processo più ampio di smantellamento del  sistema precedentemente in funzione e del passaggio alla democrazia. Era  percepito come una questione di ordine interno e gli orientamenti dati  dalla Comunità internazionale, ed in particolare da parte del Consiglio  d'Europa, erano centrati sulla prevenzione di eventuali violazioni dei  diritti dell'uomo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;3.  In questo spirito, due relazioni dell'assemblea parlamentare sulle  misure di smantellamento dei regimi totalitari comunisti sono state  elaborate da M. Espersen e M. Severin per conto della commissione delle  questioni giuridiche e dei diritti dell'uomo, rispettivamente nel 1995 e  1996. Il primo è stato rinviato alla Commissione dopo un dibattito  all'Assemblea, il secondo ha condotto all'adozione della risoluzione  1096.1996). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;4.  Tuttavia, il Consiglio d'Europa, come altre organizzazioni  intergovernative internazionali, non ha finora iniziato una valutazione  generale dei regimi comunisti, esaminato seriamente i crimini commessi  nel loro nome né li ha condannati pubblicamente. Per quanto difficile  sia capire perché, non ci sono stati dibattiti seri, approfonditi,  sull'ideologia che è stata all'origine di un terrore generalizzato, di  violazioni massicce dei diritti dell'uomo, della morte di milioni di  persone e che ha disciplinato la sorte di nazioni intere. Mentre il  nazismo, un altro regime totalitario del 20° secolo, oggetto di  indagini, è stato condannato a livello internazionale, gli autori dei  crimini sono stati giudicati, crimini simili commessi in nome del  comunismo non sono mai stati oggetto né di indagini né di alcuna  condanna internazionale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;5. &lt;strong&gt;&lt;em&gt;L'assenza  di condanna internazionale può spiegarsi in parte con l'esistenza di  paesi i cui governi continuano ad aderire all'ideologia comunista. Il  desiderio di mantenere buone relazioni con alcuni di loro può dissuadere  alcuni attori politici dal trattare questo argomento difficile.  Inoltre, molte personalità politiche ancora in attività hanno sostenuto,  in un modo o in un altro, i regimi comunisti. Per ragioni ovvie,  preferiscono che la questione della responsabilità non sia trattata&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.  Esistono, in molti paesi europei, partiti comunisti che non hanno  formalmente condannato i crimini del comunismo. Infine, e questo punto  non è il meno importante, elementi dell'ideologia comunista, come  l'uguaglianza o la giustizia sociale, continuano a sedurre numerosi  membri della classe politica, che temono che la condanna dei crimini del  comunismo sia assimilata ad una condanna dell'ideologia comunista. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;6. Il vostro relatore tuttavia è convinto della &lt;em&gt;&lt;strong&gt;necessità urgente di un dibattito pubblico sui crimini del comunismo e della loro condanna a livello internazionale&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;.  Questo dibattito e questa condanna dovrebbero intervenire senza più  ritardi, per molte ragioni. Innanzitutto, per quanto riguarda la  percezione nel pubblico, dovrebbe essere chiaro che &lt;strong&gt;&lt;em&gt;tutti i  crimini, anche quelli commessi in nome di un'ideologia che raccomanda  gli ideali più rispettabili come l'uguaglianza e la giustizia, sono da  condannare, e&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; che &lt;strong&gt;&lt;em&gt;questo principio non ammette alcuna eccezione&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.  Questo aspetto è particolarmente importante per le giovani generazioni  che non hanno un'esperienza personale dei regimi comunisti. Una  posizione chiara della Comunità internazionale su questo passato  potrebbe fungere loro da riferimento per la loro azione futura. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;7. &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sembrerebbe  che un tipo di nostalgia del comunismo sia ancora presente in alcuni  paesi, di qui il pericolo che i comunisti riprendono il potere nell'uno o  l'altro di questi paesi. La presente relazione dovrebbe contribuire ad  una presa di coscienza generale della storia di questa ideologia.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;8.  D'altra parte, finché vittime dei regimi comunisti o dei membri delle  loro famiglie saranno ancora in vita, non è troppo tardi per concedere  loro una ricompensa morale delle loro sofferenze. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;9. Ultima ragione, ma non inferiore: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;regimi comunisti sono ancora in vita in alcuni paesi e crimini sono ancora commessi in nome del comunismo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.  Ai miei occhi, il Consiglio d'Europa, Organizzazione che comprende i  diritti dell'uomo, non il diritto di restare indifferente e calmo anche  se questi paesi non appaiono fra i suoi membri. La condanna  internazionale rafforzerà le argomentazioni e la credibilità  dell'opposizione interna in questi paesi e potrebbe contribuire ad  evoluzioni positive. È il meno che l'Europa, che fu la culla  dell'ideologia comunista, possa fare per questi paesi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;10.  Occorre sottolineare che, in questa relazione, non è in nessun modo in  questione di assegnare un compenso finanziario alle vittime dei crimini  comunisti, e che la sola ricompensa auspicata è di natura morale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;11.  Il 15° anniversario della caduta dei regimi comunisti in numerosi paesi  offre un'occasione favorevole a tale iniziativa. Il Consiglio d'Europa è  in una buona posizione per questo, visto che circa la metà degli Stati  membri hanno avuto esperienza di regimi comunisti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;12.  Nel quadro dell'elaborazione della presente relazione la Commissione ha  organizzato un'udienza con la partecipazione di eminenti personalità le  cui conoscenze approfondite in materia hanno apportato un importante  contributo a questo lavoro. (Vedere il programma dell'udienza - allegato  1). Mi sono anche recato in missione d'informazione in Bulgaria (16  maggio 2005), in Lettonia (3 giugno 2005), ed in Russia (16-17 giugno  2005) (vedere in allegato i programmi delle visite - allegati 2-4).  Desidero esprimere la mia gratitudine alle delegazioni parlamentari di  questi paesi per l'aiuto fornito alla preparazione di queste visite. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;13.  Tengo a sottolineare che la presente relazione non pretende in alcun  modo di tracciare una tabella completa dei crimini comunisti. La ricerca  storica deve essere lasciata agli storici ed esiste già una letteratura  abbondante su questo argomento di cui mi sono servito ad elaborare la  presente relazione, essendo quest'ultima concepita come una valutazione  politica dei crimini del comunismo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;II. &lt;em&gt;Breve presentazione generica dei regimi comunisti&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;14.  I regimi comunisti, come quelli studiati in questa relazione, si  definiscono con un certo numero di caratteristiche, in particolare la  sovranità di un partito unico di massa legato, almeno a parole,  all'ideologia comunista. &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Il potere è concentrato tra le mani di un piccolo numero di dirigenti del partito&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, che non sono obbligati a rendere conto né di rispettare il primato del diritto &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;15. &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il  partito esercita sullo Stato un controllo tale che la delimitazione tra  queste due nozioni non è netta, e questo controllo si estende, inoltre,  a tutti gli aspetti della vita quotidiana della popolazione&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, ad un grado senza precedenti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;16. &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Il  diritto d'associazione non esiste, il pluralismo politico è abolito e  qualsiasi opposizione, come ogni tentativo d'organizzazione  indipendente, sono rigorosamente represse.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; D'altra parte,  la mobilizzazione di massa tramite il partito o delle sue organizzazioni  satelliti è incoraggiata, ed a volte anche imposta. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;17. Per garantire il loro dominio sulla sfera pubblica e prevenire ogni azione che sfugge al loro controllo, &lt;em&gt;&lt;strong&gt;questi  regimi sviluppano le forze di polizia ad un punto mai raggiunto,  stabiliscono reti di informatori ed incoraggiano la delazione&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;.  L'ampiezza delle formazioni di polizia ed il numero di informatori  segreti hanno subito variazioni secondo le epoche ed i paesi, ma hanno  sempre superato di gran lunga le cifre degli stati democratici. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;18. &lt;em&gt;&lt;strong&gt;I mezzi di comunicazione di massa sono monopolizzati e/o sorvegliati dallo Stato&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;. Una censura rigorosa preliminare è generalmente applicata. Di conseguenza, il diritto all'informazione è violato e &lt;em&gt;&lt;strong&gt;non esiste una stampa libera&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;19. La nazionalizzazione dell'economia, caratteristica permanente del comunismo direttamente legato alla sua ideologia, impone &lt;strong&gt;&lt;em&gt;restrizioni alla proprietà privata ed all'attività economica individuale&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.  Pertanto, i cittadini sono più vulnerabili riguardo allo Stato che ha  il monopolio dell'occupazione e rappresenta la sola fonte possibile di  redditi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;20.  Il sistema di potere comunista è durato oltre ottanta anni nel paese in  cui è nato, la Russia ribattezzata Unione Sovietica. Negli altri paesi  europei, la sua durata è stata di circa quarantacinque anni. Fuori  dell'Europa i partiti comunisti sono al potere da oltre cinquanta anni  in Cina, nella Corea del Nord ed in Vietnam, da oltre quaranta anni a  Cuba e da trenta anni in Laos. Molti stati dell'Africa, dell’Asia e del  Sudamerica, allora sotto l’influenza sovietica hanno avuto per un certo  tempo dei governi comunisti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;21. &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Più  di venti paesi, su quattro continenti, possono dire di essere stati  comunisti o sotto regime comunista per un certo periodo. Oltre  all'Unione sovietica ed i suoi sei satelliti europei, l'elenco comprende  l'Afghanistan, l'Albania, l'Angola, il Benin, la Cambogia (Kampuchea),  la Cina, il Congo, Cuba, l'Etiopia, la Corea del Nord, il Laos, la  Mongolia, il Mozambico, il Vietnam, lo Yemen del Sud e la Jugoslavia&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;22. Prima del 1989 il numero di persone che vivevano sotto un regime comunista toccava più di uno miliardo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;23.  La loro longevità e la loro espansione geografica hanno comportato  differenze e modifiche nelle pratiche di questi regimi in funzione dei  paesi, delle culture e delle epoche. I regimi comunisti si sono evoluti,  sotto l'effetto della loro dinamica interna o in reazione alla  situazione internazionale. È difficile comparare i governi comunisti con  il potere nella Russia del 1930, l'Ungheria del 1960 o la Polonia del  1980. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;24. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;Tuttavia,  nonostante questa diversità, si possono senza dubbio individuare  caratteristiche comuni ai regimi comunisti storici, indipendentemente  dal paese, la cultura o il periodo. Una delle più manifeste di queste  caratteristiche è la&lt;strong&gt;&lt;em&gt; violazione ovvia dei diritti dell'uomo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7619519614657132195-2911696602535181666?l=la-riscossa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/2911696602535181666'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/2911696602535181666'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-riscossa.blogspot.com/2011/01/la-condanna-dei-crimini-del-comunismo.html' title='La condanna dei crimini del comunismo'/><author><name>traduceri</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7619519614657132195.post-5609168795012183461</id><published>2011-01-30T02:27:00.000-08:00</published><updated>2011-01-30T02:27:00.741-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scoala de soferi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ronald reagan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eleutheria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='margaret thatcher'/><title type='text'>Editoriale Eleutherìa</title><content type='html'>&lt;span style="color: #000066;"&gt;E’ per me un grande piacere  presentare il primo numero di Eleutherìa, rivista del gruppo Studenti  per le libertà. In questi primi mesi di fervente attività, il nostro  gruppo ha avuto occasione di conoscersi e farsi conoscere. Si è  discusso, tanto, di politica, a livello locale, come nazionale ed  internazionale; di cultura, di economia, di sport come momento di  aggregazione. E’ nostra intenzione portare su carta stampata almeno  parte di queste nostre discussioni e del nostro pensiero attraverso  articoli suddivisi in otto rubriche (oltre all’editoriale, le rubriche  mondo università; politica interna; politica estera; economia e finanza;  cultura; sport; l’angolo polemico).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci definiamo liberali e di  centrodestra, amanti della libertà in tutte le sue forme e sempre  disposti al dialogo, nel segno della reciprocità. Siamo fieri della  nostra italianità e riteniamo che la democrazia liberale sia il miglior  metodo di governo. Guardiamo all’Europa con fiducia e realismo,  ritenendo che l’Occidente sia uno solo e che il mondo potrebbe essere  migliore se tutti conoscessero il vero significato della libertà e la  mettessero in pratica. I nostri propositi, le nostre idee, potrebbero  dirsi “moderate”: non nel senso del non stare né da una parte, né  dall’altra, o di non avere idee proprie; ma nel rifiuto di ogni  estremismo e posizione preconcetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò nonostante, è dai tempi  di Enrico Berlinguer, guru della sinistra italiana (che da allora non ha  avuto un leader della sua statura) che non essere di sinistra significa  essere diversi.&lt;br /&gt;Nella famosa intervista a Scalfari dell’81,  Berlinguer parlava infatti dei mali che affliggevano il sistema politico  italiano, ad eccezione (a suo parere) del Partito Comunista Italiano:  “I partiti di oggi sono soprattutto macchina di potere e di clientela.  […] Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori,  talvolta anche loschi, […] senza perseguire il bene comune. La loro  stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello:  […] sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con  un “boss” e dei “sotto-boss”. […] I partiti hanno occupato lo Stato e  tutte le sue istituzioni, a partire dal Governo. Hanno occupato gli enti  locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli  istituti culturali, gli ospedali, le università, la RaiTv, alcuni grandi  giornali. Tutte le “operazioni” che le diverse istituzioni e i loro  attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente  in funzione dell’interesse del partito o della corrente o del clan cui  si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a  questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela;  un’autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene giudicato,  una cattedra viene assegnata, un’attrezzatura viene finanziata, se i  beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rileggere  oggi le parole dell’ex segretario del PCI fa un certo effetto. Sembrano  una requisitoria contro il partito di Fassino, i Democratici di  Sinistra, che del PCI sono i fieri eredi.&lt;br /&gt;E’ così: per 50 anni la  sinistra si è infiltrata in tutti i gangli della cultura e  dell’informazione, mentre la DC, dimentica delle origini sturziane e  degasperiane, a parte pochi esempi di limpidezza e moralità (ci  riferiamo in particolare al presidente emerito Cossiga), annaspava nel  suo ambiguo rapporto tra politica e malavita. In realtà la sinistra non è  stata da meno; e se ha saputo scampare il pericolo Mani Pulite (il  nostro garantismo ci fa fidare -ma non troppo- delle sentenze dei  giudici), oggi, alla luce dell’ennesimo scandalo finanziario e dei  reiterati sospetti di connivenza con la criminalità di molte  amministrazioni locali di sinistra, ci sembra che sia la fazione  politica meno adatta a parlare di questione morale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basti citare  ad esempio che il 90% dei consigli comunali del napoletano (gran parte  dei quali in mano ai DS) sono indagati per concorso esterno in  associazione mafiosa e amenità simili, e decine di consigli comunali  sono stati sciolti dal Viminale nei mesi scorsi. Il clientelismo è un  male diffuso nella politica, e i fatti dimostrano che ciò è vero  soprattutto per la sinistra; la quale certamente dispone di più cattedre  universitarie, professori di scuole superiori, direttori di banche e  giornali e amministratori locali di quanti ne disponga il centrodestra.  Insomma, questa questione morale ci sembra una chimera che si rivolta  contro i propri stessi assertori!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, Achille Occhetto, non  nuovo a risurrezioni politiche, insisteva nel marzo 2004 da Ferrara:  “Voi appartenete ad un’umanità moralmente inferiore rispetto ai  pacifisti”; ergo, esistono almeno due umanità: una “superiore” ed una  “inferiore”. Ecco il vero clash of civilizations!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Gino  Strada, altro paladino della sinistra, “chi non vota no alla proroga  della missione italiana in Iraq è un delinquente politico”; manco a  dirlo, noi stiamo dalla parte di chi ha votato sì. Certo, ci sarebbe  piaciuto che il presidente Bush avesse ascoltato il consiglio  dell’alleato italiano di perseguire nella diplomazia; ma, una volta  scelto di andare in guerra (per motivazioni almeno tanto ideali quanto  d’interesse), l’unica via possibile per l’Italia era quella della  fedeltà allo storico alleato, perpetrata attraverso l’invio di truppe di  pace (a guerra conclusa) incaricate della ricostruzione e della  sicurezza nei territori di competenza. Ricordiamo che il governo D’Alema  (giustamente, ma illecitamente dal punto di vista del diritto  internazionale convenzionale) nel 1999 partecipò al bombardamento del  Kosovo, senza avallo dell’ONU; oggi, la partecipazione ad un post-guerra  (che in effetti ci ha visti partecipare su richiesta dell’ONU) è invece  dipinta come  “la-guerra-che-Berlusconi-ha-fatto-per-leccare-il-culo-a-quell’assassino-di-Bush”.&lt;br /&gt;Sì,  si tratta delle stesse persone che votano per questa sinistra e che  berciano cori irripetibili sulla morte dei nostri carabinieri, martiri  di pace a Nassiryia. La situazione paradossale è che per mesi chi  blaterava “ritiriamo le nostre truppe dall’Iraq” o parlava di  “occupazione avversata dai resistenti” ha goduto di gran credito presso i  media italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi questo atteggiamento è reso ancora più  colpevole dalle violente contestazioni in tutto il mondo musulmano per  la pubblicazione di alcune vignette satiriche sulla religione islamica e  Maometto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci duole costatare (anche se molti fingono di non  saperlo) come ormai sia possibile insultare solo Gesù e la religione  cattolica: a titolo di esempio, si guardino le vignette di Vauro sul  Nazifesto, o quelle di islamici che dipingono il papa come un suino, o  le affermazioni deliranti di tale Adel Smith, noto per aver definito la  Chiesa una “associazione a delinquere” e il Crocifisso un “cadaverino in  miniatura”. (!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il doppiopesismo dimostrato dalla sinistra  italiana ed europea nel condannare le vignette dell’ininfluente giornale  danese e nell’ignorare tutto il resto è disarmante. Così come ha  dell’incredibile il licenziamento del direttore di France Soir ad opera  dell’editore, ed è inaccettabile la timidezza dei governanti occidentali  nel condannare le violenze contro le proprie ambasciate e i propri  simboli. Bruciare una bandiera nazionale è una caratteristica che  accomuna islamici e sinistri (aggiungiamo “estremisti” a entrambi i  termini, per carità!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo ci sembra un inevitabile segno  della pericolosità del relativismo, della dottrina secondo cui un’idea,  una cultura, una religione valgono l’altra. Di quella forma mentis  secondo cui è un delitto parlare di migliore e di peggiore, categorie  riportabili sotto il termine “differente”, specchio della political  correctness. Ebbene, noi riteniamo che nel valutare il mondo che ci  circonda non sia possibile derogare ai valori fondamentali della vita,  della libertà, del rispetto della persona. Una civiltà basata sull’odio  nei confronti dell’altro e soprattutto sulla negazione di questi valori è  certamente peggiore di una che, pur fra mille contraddizioni, su questi  valori si basa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, le culture non si caratterizzano come  blocchi monolitici. Ma gli episodi di violenza (trascurando quelli  terroristici) scatenati dall’applicazione dei più banali diritti di  libertà, quelli di pensiero e di stampa, perpetrati in molti paesi  musulmani, certificano che c’è molto da cambiare nella mentalità di quei  popoli.&lt;br /&gt;Un mondo migliore è possibile. Ma come? La maggior parte dei  bambini africani andrà a letto affamata ogni notte del 2006, ma gli  sforzi comuni degli scorsi anni per la riduzione del debito dei paesi  poveri e per gli aiuti allo sviluppo lascia ben sperare. La tecnologia,  in particolare quella a basso costo concepita per diffondere il  benessere nei paesi poveri, inizierà ad essere più largamente fruibile.  Un esempio: da quest’anno nei paesi in via di sviluppo faranno la loro  apparizione il computer portatile da 100 dollari, il cellulare da 20  dollari e una serie di trattamenti per le malattie, accompagnati dalla  promessa di maggiori fondi per la ricerca e lo sviluppo.&lt;br /&gt;L’India  raggiungerà la Cina nel novero delle nuove potenze economiche emergenti;  New Orleans verrà ricostruita e l’Europa mostrerà un nuovo realismo,  come spiega il presidente della Commissione Barroso (a proposito,  l’Italia è stata recentemente lodata da Bruxelles per la sua condotta…)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi  interventi “a pioggia”, tuttavia, non risolveranno certo i problemi  dell’umanità. Seguendo la visione italiana della politica estera, misto  di realismo ed idealismo, e le teorie di studiosi come Natan Sharansky,  non si può non guardare ad una Lega delle democrazie come soluzione  vincente per la risoluzione dei problemi della comunità internazionale, e  in particolare dei paesi del terzo e quarto mondo. Qui più che altrove  la mancanza di democrazia implica una mancanza di libertà e  un’impossibiltà di diffusione della ricchezza. Le ristrette élites di  questi paesi detengono tutte le risorse politiche ed economiche,  lasciando la popolazione nella povertà. Gli aiuti dall’estero spesso non  portano a un miglioramento generale della situazione proprio per la  voracità dei dittatori, che a volte chiedono legittimazione per mezzo di  elezioni fittizie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel recente editoriale intitolato The one  thing Bush got right, il settimanale inglese The Economist ha  sottolineato proprio come la missione di diffondere la democrazia sia la  strada giusta per la risoluzione di molti problemi del mondo. Strada  che gli Stati Uniti e altri paesi occidentali hanno seguito negli ultimi  anni, con l’impegno di continuare a lavorare in tal senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La  storia dimostra che la principale caratteristica della democrazia - la  libertà di eleggere e mandare a casa il proprio governo - non garantisce  che i paesi che la adottano siano buoni vicini o facciano sempre le  scelte giuste. L’amministrazione repubblicana, però, ha avuto degli  innegabili meriti: ha deposto due regimi, quello dei talebani e quello  di Saddam Hussein, ritenuti pericolosi e, invece di imporre delle forti  personalità amiche, come fatto durante la guerra fredda, ha lasciato che  afgani e iracheni decidessero liberamente per la prima volta il proprio  governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia deve assolutamente porsi su questa scia, come  fatto negli ultimi 5 anni, a dimostrazione che l’Occidente è uno solo e  che la libertà e la democrazia sono gli obiettivi da perseguire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con  la libertà personale, verrà per i paesi poveri la liberalizzazione di  mercati e servizi. Anche in Europa, come richiesto dal Fondo Monetario  Internazionale, è questa la ricetta da seguire. La liberalizzazione,  portando maggior concorrenza, è una risposta semplice ed efficace agli  utopismi statalisti della sinistra. Berlusconi ha avuto il merito, tra  l’altro, di affievolire in Italia la logica dell’assistenzialismo, dello  stato sociale pesante, contrapponendovi la cultura della libera  iniziativa, che la storia dimostra vincente sulle utopie comuniste e su  quelle keynesiane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avendo dinanzi a noi gli esempi di Margaret  Thatcher, Ronald Reagan, e più recentemente Silvio Berlusconi e Tony  Blair, non possiamo non desiderare uno stato ispirato dal liberalismo, e  in cui trovi sempre meno spazio l’inutile burocrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi  abbiamo un sogno, realizzabile: che la libertà in ogni sua forma  prevalga sulle imposizioni di Stato, Religione, Politica, Economia,  Utopia, ed è per questo che spingiamo per il trionfo di democrazia,  libertà e liberalismo in ogni parte del globo. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7619519614657132195-5609168795012183461?l=la-riscossa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/5609168795012183461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/5609168795012183461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-riscossa.blogspot.com/2011/01/editoriale-eleutheria.html' title='Editoriale Eleutherìa'/><author><name>traduceri</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7619519614657132195.post-8956871604239371661</id><published>2011-01-30T02:26:00.000-08:00</published><updated>2011-01-30T02:26:00.472-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='traduceri autorizate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MILMUN'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='UNHRC'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='milan'/><title type='text'>Milan International Model United Nations (MILMUN)</title><content type='html'>&lt;span style="color: #000066;"&gt;Nel maggio prossimo Milano ospiterà  la prima edizione del Milan International Model United Nations  (MILMUN), simulazione delle attività dell’ONU a livello accademico.&lt;br /&gt;Tale  evento internazionale, organizzato da un team di studenti di Università  Bocconi e Cattolica, è stato reso possibile grazie alla collaborazione  della stessa Università Bocconi, dell’Istituto per gli Studi di Politica  Internazionale e del Comune di Milano.&lt;br /&gt;Ciascuno studente selezionato  rappresenterà uno Stato diverso da quello di origine e dovrà rifarsi,  nel modo più fedele possibile, alla politica e agli interessi dello  Stato stesso. Questo tipo di workshop fu organizzato per la prima volta  nel 1953 dall’Università di Harvard per i propri studenti, e a tutt’oggi  si svolge in centinaia di atenei sparsi per il mondo. Il nostro  progetto ha lo scopo di promuovere e diffondere il Model United Nations  in Italia, assieme ai valori e agli obiettivi di cooperazione e  solidarietà che sottende.&lt;br /&gt;Dal 7 al 12 maggio, gli 87 delegati e 6  giornalisti, accompagnati da un team di 8 chairs e 10 membri dello  staff, daranno vita a una sei giorni di dibattiti, in una fedele  riproduzione delle attività del Consiglio di Sicurezza (SC), del  Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP),  dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) e della Commissione sui  Diritti Umani (UNHRC).&lt;br /&gt;Le attività si terranno nella splendida cornice di Palazzo Clerici, messo a disposizione dall’ISPI.&lt;br /&gt;Accanto  alle discussioni tra studenti, su temi precedentemente assegnati, sono  previste conferenze tenute da esperti dei vari workshops, oltre che una  opening e una closing ceremony in Bocconi, che vedranno la  partecipazione, tra gli altri, del responsabile ONU in Iraq, Kishore  Mandhyan.&lt;br /&gt;Le linee guida del progetto sono consultabili sul sito internet &lt;/span&gt;&lt;a href="http://web.archive.org/web/20060413075717/http://www.milmun.org/"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;www.milmun.org&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;,  dove si trova una lista con gli indirizzi email cui rivolgersi per ogni  particolare richiesta e per l’eventuale domanda di partecipazione.&lt;br /&gt;Lingua ufficiale della simulazione sarà l’inglese, la cui ottima conoscenza è il requisito base per l’invio dell’application.&lt;br /&gt;Si  tratta di una buona opportunità per tutti gli studenti italiani di  vivere un’esperienza internazionale, conoscere giovani di diverse  culture, poter dialogare con loro per giungere ad accordi diplomatici,  il tutto non muovendosi da Milano e partecipando alle varie e  indimenticabili serate organizzate dallo staff eventi!&lt;br /&gt;La serata  italiana, la clubbing night, la serata di gala saranno delle occasioni  in più per i delegati per socializzare e tessere rapporti diplomatici in  modo da giungere ad una buona conclusione dei lavori.&lt;br /&gt;Sarà questo il  metodo di lavoro degli aspiranti diplomatici, che sono chiamati a dare  esempio di flessibilità pur in una cornice di realismo, in modo da poter  suggerire col proprio esempio la via da seguire per la risoluzione dei  maggiori conflitti internazionali.&lt;br /&gt;Muners of the world unite in Milan, vi aspettiamo!&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7619519614657132195-8956871604239371661?l=la-riscossa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/8956871604239371661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/8956871604239371661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-riscossa.blogspot.com/2011/01/milan-international-model-united.html' title='Milan International Model United Nations (MILMUN)'/><author><name>traduceri</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7619519614657132195.post-1142101083909735859</id><published>2011-01-30T02:25:00.000-08:00</published><updated>2011-01-30T02:25:17.303-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='contabilitate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='luxuria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='resistenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='candidature'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='traduceri legalizate'/><title type='text'>Candidature dell'Unione</title><content type='html'>&lt;span style="color: #000066;"&gt;Il disobbediente Franc&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;esco  Caruso, candidato di Rifondazione comunista alla Camera, è un  latifondista milionario. Lui, che agli elettori promette l'esproprio  delle seconde case, è proprietario di uliveti, vigneti, terre da agrumi,  terreni da pascolo e immobili, sparsi tra vari comuni in provincia di  Cosenza, frutto del generoso lascito di uno zio.&lt;br /&gt;La visura catastale  su terreni e fabbricati intestati al leader dei no global meridionali  Francesco Saverio Caruso, è lunga sette pagine. Nei comuni calabresi di  Longobucco, Calopezzati, Corigliano Calabro, nel Cosentino, il giovane  no global è un padrone a cui dare del voi. Ha proprietà, immobili e  terre, per un valore enorme. Sei appezzamenti tra terreni da pascolo e  uliveti in località Calopezzati. Una frazione di un vasto agrumeto a  Corigliano Calabro, metà proprietà di due terreni da 15 e 9 ettari a  Longobucco, dove possiede anche una frazione di due appartamenti di 5  locali. Nella sua rendita catastale figurano poi altri 35 terreni  (vigneti, uliveti e pascoli) sempre a Longobucco. Tra cui un uliveto di  54 ettari e un altro di 60, un querceto di 22 ettari, un frutteto di 38  ettari, poi pascoli e campi a perdita d'occhio. Nel complesso, una  proprietà da latifondista coi fiocchi.&lt;br /&gt;Ma anche da papà e mamma non è  mancato nulla al giovane Francesco, antagonista cresciuto negli agi  della ricca famiglia beneventana prima di trasferirsi nell'Officina 99 e  nel centro sociale Ska di Napoli, dopo l'università a Bologna, la  laurea all'Istituto universitario Orientale di Napoli e la scoperta del  mondo dei centri sociali. Con i genitori e il fratello ha vissuto per  anni, fino alla fine del liceo, in un superattico di 350 mq nel centro  storico di Benevento, nella lussuosa via Calambra. Appartamento in cui  la famiglia Caruso stava in affitto, con un canone di favore.  Proprietaria dell'immobile erano infatti le Ferrovie dello Stato, di cui  il padre era - oggi è in pensione - un dirigente, chiamato a Benevento  dalla sua Calabria per realizzare un importante intervento  infrastrutturale sulla rete della città campana. E forse il  contrappasso, la carriere edipica di Francesco, comincia proprio così,  dal padre. Ingegnere capo delle Fs, governatore regionale dei Rotary, fu  proprio lui a progettare le infrastrutture dell'Alta velocità a  Benevento, un viadotto e il tunnel ferroviario, opera che oggi permette  di viaggiare in eurostar da Benevento a Foggia in poco più di un'ora.  Strano pedigree per il movimentista che blocca i binari, sabota i  cantieri e promette battaglia agli alleati che tentennano sul no alla  Tav. «Quando ero piccolo mio padre mi diceva: se vai alla manifestazione  ti rifilo due ceffoni. E io col cavolo che ci andavo». Per diventare  ribelle Francesco ha aspettato la maturità. Adesso può vantarsi di avere  12 avvocati per le sue 29 cause giudiziarie aperte. Al Rotary ha  preferito il Chiapas, ma alle proprietà non ha rinunciato.&lt;br /&gt;Qualcuno  dica a Bertinotti che il curriculum del suo capolista in Calabria sembra  uscito dai registri di uno yacht club di Montecarlo. O forse il leader  già lo sa, perchè non è così nuovo il caso di un antagonista che sotto  il materasso nasconde un patrimonio da ricco borghese. Ma Caruso li  supera tutti, e anche in questo è un no global sui generis: l'unico che  partecipa ai cortei in bicicletta per non faticare, e che a Seattle,  dopo un assalto al McDonald's interrogato dalla Cnn sui motivi della  protesta così rispondeva: «Nun lo saccio, chillo panino è bbuono assai».  Ma lo conoscono meglio a Benevento, dove le malelingue stavolta  aggiungono: «Tanto se gli va male in politica, i soldi per arrivare a  fine mese non gli mancano di certo». Per lui, San Precario non ha  bisogno di preghiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Siamo per la rivendicazione del diritto  alla sollevazione popolare irachena contro le nostre truppe. Nassyria,  in cui ci sono stati nostri caduti, rientrano in tutto e per tutto nelle  responsabilità d'una missione militare al servizio dell'Eni.."&lt;br /&gt;"Questa  è RESISTENZA... Noi siamo con loro". Lo dice Marco Ferrando, di  Rifondazione Comunista. "C'é - dice in un'intervista al CORRIERE DELLA  SERA - un diritto sacrosanto all'autodeterminazione e a resistere a  forze d'occupazione militare che stanno lì per interessi colonialistici.  (...) La lotta armata contro l'occupazione militare è giusta".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo che Rifondazione, ha proprio candidati DOC... Trans... Black Block... Fans degli assassini dei NOSTRI SOLDATI in IRAQ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se vincerà Prodi...chi sarà la prossima "Ministra" per le pari Opportunità... ...Vladimir Luxuria? &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7619519614657132195-1142101083909735859?l=la-riscossa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/1142101083909735859'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/1142101083909735859'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-riscossa.blogspot.com/2011/01/candidature-dellunione.html' title='Candidature dell&apos;Unione'/><author><name>traduceri</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7619519614657132195.post-1772549584820162706</id><published>2011-01-30T02:24:00.000-08:00</published><updated>2011-01-30T02:24:21.794-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='traduceri engleza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='europa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='washington'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='traduceri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='traduceri franceza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='foglio'/><title type='text'>Five more years - Editoriale da Il Foglio</title><content type='html'>&lt;span style="color: #000066;"&gt;Non sarà risolutivo, ché jokes e  mattane contano di più, e di più ancora i dati ineccepibili di Luca  Ricolfi sul Contratto con gli italiani, e ancora di più la tristezza  degli avversari, ma l'appoggio di Bush a Berlusconi non poteva essere  più esplicito, perfino imbarazzante per gli usi della diplomazia  occidentale. E' un amico che mi tira su il morale, ha detto del premier  il presidente americano, e ha dato stabilità all'Italia perché è un uomo  di principi che mantiene la parola data, è un ottimista e un  volenteroso di natura. Alla domanda maliziosa su un'eventuale vittoria  degli avversari di Berlusconi il 9 aprile, mentre il Cav. pronto e furbo  gli suggeriva teatralmente il "no comment", Bush ha opposto il più  eloquente dei sorrisi.&lt;br /&gt;Per essere una festa d'addio, come ha detto  rosicando il professor Prodi, non aveva niente di malinconico.  Tutt'altro. Il leader dell'Unione avrebbe fatto meglio a unirsi  all'applauso bipartisan, considerando indivisi il patrimonio di  credibilità italiano a Washington e l'amicizia leale italiana con  l'America, come avrebbe fatto anche il più scialbo degli statisti.  Quando il centrosinistra era al governo, la gara a comparire con Bill  Clinton era fervorosa, in nome della terza via ciascuno dei capi della  sinistra aveva una sua corrente o fondazione o missione o visione da  affidare alle capaci mani del leader del centrosinistra mondiale, in  Inghilterra i premier socialisti e democratici si stringevano la mano e  cantavano in coro "All we need is love" mentre tuonavano i bombardamenti  su Belgrado, e sono indimenticabili le immagini di D'Alema con le  stellette di generale della Nato nel cinquantennale dell'alleanza.&lt;br /&gt;Poi  in patria si facevano i distinguo, si teneva buona la base riottosa, si  inscenava la farsa dell'indipendenza nazionale e si gettavano le basi  franco-tedesche per la gestione piatta e burocratica dell'Europa Goldman  Sachs, sotto Prodi. Il nostro Churchill nazionale è stato più sobrio,  ha, evocato i valori del lavoro e dello sport, che per la verità non  sono poca cosa, e pacca oggi pacca domani è riuscito a scardinare lo  spirito multipolare e antiamericano dell'Europa di Chirac e di Schróder,  si è infilato senza danni eccessivi nella rischiosa avventura irachena e  ha saputo anche uscirne con i complimenti di tutti, ha rimediato una  buona commessa per l'Agusta, sezione elicotteri, e soprattutto una scia  di amichevole simpatia che ci riguarda tutti.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7619519614657132195-1772549584820162706?l=la-riscossa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/1772549584820162706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/1772549584820162706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-riscossa.blogspot.com/2011/01/five-more-years-editoriale-da-il-foglio.html' title='Five more years - Editoriale da Il Foglio'/><author><name>traduceri</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7619519614657132195.post-4526596002698585540</id><published>2011-01-30T02:23:00.000-08:00</published><updated>2011-01-30T02:23:28.065-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='traduceri autorizate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='foraje puturi apa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scoala de soferi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='parlamento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='berlusconi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='firma de contabilitate'/><title type='text'>Berlusconi for president</title><content type='html'>&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il testo  integrale dello storico discorso del presidente del Consiglio Silvio  Berlusconi al Congresso americano, interrotto 18 volte da applausi e  varie &lt;em&gt;standing ovations&lt;/em&gt;. Tutti, democratici e repubblicani,  hanno apprezzato il discorso del nostro presidente. Il contenuto nobile  ed orgoglioso entrerà nella storia, mentre le polemiche faziose  dell'opposizione cadranno nel più ignobile oblio. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://web.archive.org/web/20060413075717/http://photos1.blogger.com/blogger/7993/1683/400/11%5B1%5D.jpg" style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center;" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;Grazie a &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;Daw per l'immagine e il video del discorso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Signor  Presidente, Signor Vice Presidente alla Camera dei rappresentanti,  Signori membri del Congresso, è per me uno straordinario onore essere  stato invitato a pronunciare questo discorso nel luogo che è &lt;strong&gt;uno dei massimi templi della democrazia&lt;/strong&gt;.  Parlo in rappresentanza ed a nome di un Paese che nei confronti degli  Stati Uniti d’America ha un’amicizia profonda, che agli Stati Uniti si  sente legato da vincoli plurisecolari.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Una parte importante  dei cittadini americani ha origini italiane. Per loro l’America è stata  una terra di opportunità che li ha accolti generosamente ed essi hanno  contribuito con il loro ingegno e con il loro lavoro a rendere grande  l’America. E sono orgoglioso di vedere quanti cittadini di origine  italiana sono oggi membri del Parlamento della più grande democrazia del  mondo.&lt;/strong&gt;Per la generazione di italiani alla quale appartengo  gli Stati Uniti rappresentano il faro della libertà e del progresso  civile ed economico.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sarò sempre grato agli Stati Uniti per  aver salvato il mio Paese dal fascismo e dal nazismo a costo del  sacrificio di tante giovani vite americane. Sarò sempre grato agli Stati  Uniti perchè nei lunghi decenni della guerra fredda hanno difeso  l’Europa dalla minaccia dell’Unione Sovietica.&lt;/strong&gt; Impegnando  ingenti quantità di uomini e di mezzi finanziari in questa battaglia  vittoriosa contro il comunismo gli Stati Uniti permisero a noi europei  di destinare risorse preziose alla ripresa e allo sviluppo della nostra  economia.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sarò sempre grato agli Stati Uniti per aver aiutato  il mio Paese a vincere la povertà ed a conseguire crescita e prosperità  dopo la Seconda Guerra Mondiale&lt;/strong&gt; grazie alla generosità del Piano Marshall.&lt;br /&gt;Ed  oggi sono ancora grato agli Stati Uniti che continuano a pagare un alto  prezzo in termini di vite umane nella lotta contro il terrorismo, per  la sicurezza comune e per la difesa dei diritti umani in tutto il mondo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quando  guardo la vostra bandiera, non mi stancherò mai di ripeterlo, non vedo  soltanto la bandiera di una grande democrazia e di un grande Paese, ma  vedo soprattutto un simbolo, un messaggio universale di democrazia e  libertà.&lt;br /&gt;Signor Presidente, questi sentimenti hanno ispirato tutta la  mia attività politica e l’azione dei governi che ho avuto l’onore di  guidare.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Gli Stati Uniti hanno sempre potuto contare su un  alleato solido e leale, pronto ad assumersi la responsabilità di essere  al vostro fianco per la difesa della libertà. Lo abbiamo dimostrato  dovunque l’impegno concreto dell’Italia sia stato necessario. Ne siamo  profondamente orgogliosi.&lt;br /&gt;Sono 40.000 i militari italiani destinati esclusivamente alle missioni di pace.&lt;br /&gt;In Afghanistan abbiamo ora il comando della missione ISAF della Nato.&lt;br /&gt;In Iraq siamo impegnati in compiti di pacificazione e di costruzione della democrazia.&lt;br /&gt;Nei Balcani abbiamo assunto il comando delle missioni in Kossovo e in Bosnia Erzegovina.&lt;br /&gt;E siamo anche in Medio Oriente, in Sudan ed in altre parti del mondo, là dove si sono aperte delle ferite che occorre sanare.&lt;br /&gt;Signor  Presidente, prima degli atroci attentati dell’11 settembre i Paesi  occidentali vivevano nella certezza della propria sicurezza. Vivevano  nella certezza che nulla, dopo il crollo del Muro di Berlino, avrebbe  potuto interferire con la loro vita civile e democratica.&lt;br /&gt;Nel 2001, appena insediato il mio secondo governo, mi trovai a presiedere il vertice G8 di Genova.&lt;br /&gt;Terminati i lavori previsti dall’agenda del Vertice, la cena conclusiva divenne una cena tra amici.&lt;br /&gt;Io  mi tirai un po’ indietro dal tavolo quasi come un osservatore esterno,  per godermi il dialogo cordiale che si svolgeva tra i leader dei più  grandi Paesi industrializzati del mondo.&lt;br /&gt;Il Presidente Bush  conversava amabilmente con il Premier giapponese Junichiro Koizumi.  Pearl Harbour e Hiroshima erano definitivamente lontani. Il Primo  Ministro Blair scherzava con il Cancelliere Schroeder. E poi ancora il  Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin si intratteneva  amichevolmente con il Presidente Bush.&lt;br /&gt;La tragedia della seconda  guerra mondiale e la guerra fredda, durata così tanti anni, erano  lontane e dimenticate. Io provai, dentro di me, una grande felicità.  Pensai che il mondo era davvero cambiato e come era diverso e in pace il  mondo che consegnavamo ai nostri figli. Per loro si era aperta una  nuova epoca di pace duratura.&lt;br /&gt;E invece pochi mesi dopo accadde l’impensabile.&lt;br /&gt;L’11  settembre ha segnato l’inizio di una guerra completamente diversa  rispetto a quelle che hanno insanguinato l’umanità nei secoli passati.  Non un conflitto tra Stati, non uno scontro di civiltà, poiché non si  tratta di un attacco dell’Islam all’Occidente. L’Islam moderato alleato  delle democrazie occidentali è anch’esso nel mirino dei terroristi. Si  tratta di un attacco da parte del fondamentalismo radicale che usa il  terrorismo contro l’avanzare della democrazia nel mondo e contro il  dialogo tra le civiltà.&lt;br /&gt;Le democrazie occidentali si trovano di  fronte all’attacco di organizzazioni fanatiche che colpiscono persone  inermi e minacciano i valori fondamentali su cui si fonda la nostra  civiltà.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I governi democratici devono adempiere ad un compito  enorme: difendere la sicurezza dei loro cittadini e garantire la loro  “libertà dalla paura”.&lt;br /&gt;Questa è la nuova frontiera della libertà.&lt;br /&gt;Signor  Presidente, io sono profondamente convinto che per difendere questa  frontiera oltre al generoso impegno del vostro grande Paese, sia  necessaria una grande alleanza di tutte le democrazie.&lt;/strong&gt; Io credo  che solo unendo gli sforzi delle democrazie di tutti i continenti  riusciremo a liberare il mondo dal pericolo del terrorismo  internazionale e dalla paura dell’aggressione da parte delle forze del  male.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La battaglia per la libertà dalla paura non è una  battaglia a vantaggio soltanto dei cittadini dei Paesi che già vivono  nella democrazia. E’ soprattutto una battaglia a vantaggio di quanti  oggi vivono sotto regimi autoritari e illiberali.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La storia ha dimostrato che l’aspirazione alla democrazia è universale e che libertà e democrazia sono positivamente contagiose.&lt;/strong&gt;  Quando i popoli sono esposti al vento della democrazia essi  inevitabilmente rivendicano i propri diritti di libertà nei confronti  dei loro governanti. Voi lo sapete bene perché il vostro Paese è il  principale promotore di questo vento di libertà.&lt;br /&gt;Ma c’è un altro motivo non meno importante per cui si impone una strategia comune da parte di tutte le democrazie.&lt;br /&gt;Le  previsioni delle Nazioni Unite ci dicono che nei prossimi 25 anni  avremo un ulteriore aumento della popolazione di 2 miliardi di persone,  ma saranno 2 miliardi di persone che in massima parte nasceranno e si  troveranno a vivere in Paesi che oggi sono esclusi dal benessere.&lt;br /&gt;Da  una parte ci saranno quindi 6 miliardi di esseri umani che vivranno in  condizioni di povertà e dall’altra parte meno di 2 miliardi di uomini  che vivranno nel benessere. Si svilupperà inevitabilmente una fortissima  pressione migratoria.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per evitare&lt;/strong&gt; che questo avvenga e ancor di più, &lt;strong&gt;che  la fame e la disperazione possano generare odio ed essere  strumentalizzate dal fondamentalismo non c’è altra soluzione che quella  di far uscire questi Paesi dalla miseria e avviarli verso il benessere.  E’ un nostro dovere morale ma è anche un nostro interesse vitale. Questo  sarà possibile soltanto diffondendo e facendo crescere la democrazia.  Tutti i nostri sforzi devono quindi essere indirizzati a far crescere in  questi Paesi istituzioni che garantiscano il buon governo, lo Stato di  diritto, il rispetto dei diritti umani e un’economia di libero mercato.  Solo con la democrazia infatti si può avere la libertà. E solo la  libertà garantisce che gli individui possano sviluppare i propri  talenti, possano mettere a frutto le loro energie, possano realizzarsi e  conquistare il benessere.&lt;br /&gt;Non c’è quindi davanti a noi nessun’altra  strada possibile se non quella di impegnarci tutti insieme, per  diffondere la democrazia nel mondo.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il governo da me  guidato ha sempre operato con tenacia per una grande alleanza di tutte  le democrazie. Ed è per questo che ho sostenuto con convinzione  l’iniziativa del Presidente Bush di istituire un Fondo per la democrazia  in seno alle Nazioni Unite.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Per queste ragioni, lo ripeto, &lt;strong&gt;sono  convinto che lo sforzo che ci attende da qui in avanti è quello di  promuovere in tutti i Paesi la cultura dei diritti dell’uomo e delle sue  libertà fondamentali.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Signor Presidente, per condurre  vittoriosamente questa missione è necessario innanzitutto che i legami  tra Unione Europea e Stati Uniti, tra le due sponde dell’Atlantico, si  mantengano forti e solidi.&lt;br /&gt;Proprio perché persuaso di questa esigenza  mi sono impegnato in una decisa e continua azione diplomatica e  politica nei confronti dei miei colleghi europei affinchè, in occasione  della vicenda irachena, l’Unione Europea non indebolisse i suoi legami  con gli Stati Uniti d’America.&lt;br /&gt;Per lo stesso motivo non possiamo  ignorare il pericolo che l'identità dell'Europa unita si definisca in  contrapposizione all’America. La necessaria integrazione politica ed  istituzionale dell’Europa non deve significare una “Fortezza Europa”,  chiusa al mondo nell’illusione di conservare così il proprio benessere e  la propria libertà.&lt;br /&gt;Una concezione dell’unità europea improntata ad  una velleitaria autosufficienza sarebbe moralmente sospetta e  politicamente pericolosa.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Una divaricazione o peggio una  contrapposizione tra gli Stati Uniti e l’Europa non avrebbe alcuna  giustificazione e comprometterebbe la sicurezza e la prosperità del  mondo intero.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’Occidente è e deve restare uno solo:  non ci possono essere due Occidenti. L’Europa ha bisogno dell’America e  l’America ha bisogno dell’Europa. Questo è vero sul piano politico, sul  piano economico e sul piano militare.&lt;/strong&gt;E’ quindi  assolutamente necessario, anzi è fondamentale sostenere e rinvigorire  l’Alleanza Atlantica, l’alleanza che per più di mezzo secolo ci ha  garantito la pace nella libertà.&lt;br /&gt;Da “alleanza di difesa” la Nato sta  progressivamente diventando un’organizzazione di sicurezza. Mentre le  alleanze difensive sono esclusive, cioè create per proteggersi dalle  minacce di altri blocchi, le organizzazioni che proteggono la sicurezza  devono essere inclusive, perchè sono tanto più efficaci quanto maggiore è  il numero dei Paesi che ad esse aderiscono.&lt;br /&gt;E’ proprio per queste  ragioni che mi sono battuto affinchè si desse vita al Consiglio  NATO-Russia coinvolgendo la Federazione Russa nell’architettura di  sicurezza del mondo libero.&lt;br /&gt;Sono orgoglioso di aver lavorato insieme  al Presidente Bush e al Presidente Putin affinché questo avvenisse e  affinché questa storica decisione che confermò definitivamente  l’adesione della Federazione Russa all’Occidente ed ai suoi valori  trovasse poi consacrazione proprio in Italia, allo storico Vertice di  Pratica di Mare.&lt;br /&gt;Quel giorno del 2002 ha segnato la fine dell’incubo  dell’annientamento reciproco di due blocchi armati e contrapposti, un  incubo durato più di mezzo secolo.&lt;br /&gt;La NATO deve quindi restare lo strumento fondamentale per garantire la nostra sicurezza.&lt;br /&gt;Per questo le nuove capacità di Difesa Europea devono essere complementari a quelle della NATO. &lt;strong&gt;Insieme,  NATO ed Unione Europea devono essere gli strumenti della democrazia per  garantire la sicurezza nel mondo ormai globalizzato.&lt;/strong&gt; Mi sono sempre adoperato per conseguire questo obiettivo che considero strategico e continuerò a farlo. In tale quadro &lt;strong&gt;le  Nazioni Unite dovranno recuperare un ruolo centrale grazie ad un  processo di riforme che le rendano più efficienti per rispondere alle  nuove sfide del millennio.&lt;/strong&gt;Signor Presidente, i nostri  valori di democrazia e di libertà hanno condotto l’Occidente ad  assicurare ai nostri popoli una prosperità che non ha eguali nella  storia dell’umanità.&lt;br /&gt;La storia ha dimostrato che soltanto la  democrazia consente una solida economia di mercato perché libertà  politica e libertà economica sono due facce della stessa medaglia.&lt;br /&gt;Siamo  tuttavia consapevoli che vi sono Paesi del mondo che si stanno aprendo  all'economia di mercato, ma nei quali non vi è ancora né autentica  democrazia, né un sufficiente rispetto dei diritti dell'uomo. Questo  impone ai &lt;strong&gt;Paesi più sviluppati e democratici di operare con  determinazione affinché ovunque l'apertura al libero mercato si  accompagni alla crescita delle istituzioni democratiche e al rispetto  dei diritti dell'uomo.&lt;br /&gt;L’economia di mercato è sempre un motore  formidabile per favorire la trasformazione dei Paesi con regimi  autocratici od autoritari in vere e proprie democrazie.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L’azione  per l’espansione dell’economia di mercato nel mondo è quindi una parte  essenziale dell’azione per l’affermazione dei nostri valori, per  l’affermazione della libertà, per un mondo più sicuro, più solidale e  più prospero.&lt;br /&gt;Signor Presidente, Signor Vice Presidente, Signori  membri del Congresso, i legami tra il popolo americano ed il popolo  italiano hanno radici lontane e profonde. Sono sicuro che continueranno a  rafforzarsi, e che gli Stati Uniti troveranno sempre nell’Italia una  nazione con la quale condividere la medesima visione del mondo.&lt;br /&gt;Vorrei concludere ricordando una breve storia.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La  storia di un ragazzo che alla fine dei suoi studi liceali fu portato  dal padre a visitare il cimitero in cui riposano molti giovani valorosi  soldati, giovani che avevano attraversato l’Oceano per ridare dignità e  libertà ad un popolo oppresso. Nel mostrargli quelle croci, quel padre  fece giurare a quel ragazzo che non avrebbe mai dimenticato il supremo  sacrificio con cui quei soldati americani avevano difeso la sua libertà.  Gli fece giurare che avrebbe serbato per il loro Paese eterna  gratitudine. Quel padre era mio padre, quel ragazzo ero io. Quel  sacrificio e quel giuramento non li ho mai dimenticati e non li  dimenticherò mai. Vi ringrazio&lt;/em&gt;». &lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7619519614657132195-4526596002698585540?l=la-riscossa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/4526596002698585540'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/4526596002698585540'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-riscossa.blogspot.com/2011/01/berlusconi-for-president.html' title='Berlusconi for president'/><author><name>traduceri</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7619519614657132195.post-4471925896592960837</id><published>2011-01-30T02:22:00.000-08:00</published><updated>2011-01-30T02:22:05.727-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='flamingi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='berlusconi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='firma de contabilitate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='prodi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='foraje puturi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='traduceri legalizate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bosco'/><title type='text'>Non lo si può preferire a Berlusconi...</title><content type='html'>&lt;span style="color: #000066;"&gt;Riesumiamo un  po' di scheletri dall'armadio di Prodi... Un personaggio che ha  finanziato un dittatore sanguinario, ha alzato le tasse a tutti gli  italiani inventandone di nuove, si atteggia a professore pur avendo una  capacità dialettica pari a zero e che conosceva il luogo esatto in cui  venne ritrovato assassinato Aldo Moro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Il Caso Moro e le sedute spiritiche di R. Prodi - di G.Neri&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;&lt;br /&gt;ANTEFATTO:  Il 3 aprile 1978, nel corso di una seduta spiritica a cui partecipa il  futuro presidente dell’Iri, Romano Prodi, una entità [nella fattispecie,  e come risulterà dal verbale, gli spiriti di Don Sturzo e La Pira,  n.d.r] avrebbe indicato Gradoli come luogo in cui era tenuto prigioniero  Aldo Moro.Sulla base della segnalazione dall’aldilà, il 6 aprile viene  organizzata una perlustrazione a Gradoli, un paesino in provincia di  Viterbo. Al ministero dell’Interno, che aveva in precedenza ricevuto la  segnalazione su via Gradoli, nessuno mette in collegamento le due cose. E  la moglie di Moro, Eleonora, a chiedere se non potrebbe trattarsi di  una via di Roma. Cossiga in persona, secondo la testimonianza resa in  commissione da Agnese Moro, risponde di no. In realtà via Gradoli  esiste, e sta sulle pagine gialle.In seguito alla seduta il professor  Prodi si reca a Roma - solo due giorni dopo, il 4 aprile -, per  trasmettere l’indicazione ad Umberto Cavina, capo ufficio stampa  dell’on. Benigno Zaccagnini. E la seconda volta che viene fuori il nome  Gradoli. La prima fu una manciata di giorni prima. Il 18 marzo, alle 9 e  30 del mattino, gli agenti del commissariato Flaminio Nuovo si  presentano al terzo piano della palazzina al numero 96 di via Gradoli,  una stradina residenziale sulla via Cassia. Una soffiata molto precisa,  forse proveniente da ambienti vicini ai servizi segreti, ha segnalato  che lì, all’interno 11, cè un covo delle Br. Gli agenti bussano alla  fragile porta di legno, ma nessuna risponde. Apre invece l’inquilina  dell’interno 9, Lucia Mokbel, e racconta di aver sentito provenire  dall’appartamento sospetto dei ticchettii simili a segnali Morse.  Secondo le disposizioni vigenti i poliziotti dovrebbero a quel punto  sfondare la porta, o quantomeno piantonare il palazzo. Invece vanno via.  Al processo Moro presenteranno un rapporto di servizio grossolanamente  falso, costruito a posteriori, stando al quale i vicini avrebbero  fornito rassicurazioni sull’onestà dell’inquilino dell’interno 11, il  ragionier Borghi, alias Mario Moretti. Saranno sbugiardati  pubblicamente, ma mai puniti.Il 18 aprile la porta dietro cui forse era  stato nascosto, fino a qualche giorno prima, lo stesso Aldo Moro, viene  finalmente sfondata. Non da polizia e carabinieri però, ma da pompieri;  che ci arrivano a causa di un allagamento. Anche se i brigatisti lo  hanno sempre negato, si tratta di una messinscena organizzata perché il  covo venga scoperto: il telefono della doccia è sorretto da una scopa e  puntato contro una fessura nel muro aperta con uno scalpello in modo da  far filtrare meglio l’acqua lungo i muri fino all’appartamento dei  vicini, che infatti daranno l’allarme.L’allagamento si verifica lo  stesso giorno in cui un falso comunicato delle Br spedisce migliaia di  carabinieri e poliziotti a cercare il cadavere di Moro nel lago gelato  della Duchessa. Si tratta di due episodi di difficile lettura. Alcuni  brigatisti del gruppo dirigente dichiareranno, molti anni dopo, che la  scoperta del covo e il falso comunicato li spinsero ad affrettare i  tempi dell’operazione Moro verso la decisione di sopprimere l’ostaggio;  proprio come voleva Moretti, rappresentato della cosiddetta "ala dura"  delle Br. Il 10 giugno 1981 Romano Prodi viene chiamato a testimoniare  davanti alla Commissione Moro per rispondere degli avvenimenti che  sarebbero occorsi durante la seduta spiritica. Il caso viene riaperto  nel 1998 dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo e le  stragi, al fine di chiarire le motivazioni che avrebbero portato su  un’altra pista le ricerche della prigione di Moro ed escludere che  l’utilizzo del nome "Gradoli" fosse stato un modo per informare le  stesse Brigate Rosse dell’avvicinamento delle forze di polizia  all’omonima via, sita nei pressi della via Cassia di Roma. Il professor  Prodi non si rende disponibile per essere ascoltato dalla Commissione  parlamentare, contrariamente a Mario Baldassarri e Alberto Clò (ministro  dell’Industria nel governo Dini e proprietario della casa di campagna  nella quale si svolsero i fatti), entrambi presenti alla seduta  spiritica. Il 5 aprile 2004 Romano Prodi viene ascoltato come testimone  dalla Commissione parlamentare d’inchiesta concernente il dossier  Mitrokhin e l’attività d’intelligence italiana. Secondo il presidente  della commissione, Paolo Guzzanti, Prodi non ha avuto il coraggio di  pronunciare le parole seduta spiritica, piattino o tazzina. Nel corso  della seduta, l’On. Fragalà ha ricordato all’ex presidente dell’Iri un  articolo del settimanale Avvenimenti, secondo il quale Giuliana  Conforto, figlia di Giorgio Conforto, agente del Kgb con nome in codice  Dario, aveva ospitato Valerio Morucci e Adriana Faranda, brigatisti  contrari al sequestro di Moro. Un’amica di Conforto, Luciana Bozzi,  aveva affittato la casa di via Gradoli al commando delle Br. Secondo  questa tesi, non commentata da Prodi, fu il Kgb a far sapere del covo di  via Gradoli e la messinscena della seduta spiritica fu organizzata per  coprire la vera fonte. Una seconda tesi, supportata tra l’altro dal  senatore Francesco Cossiga - che riguardo al caso Moro ha sempre  rilasciato dichiarazioni quantomeno ambigue -, identifica l’informatore  in qualcuno appartenente all’area dell’eversione tra Autonomia Operaia e  Potere Operaio. Dicono fosse un professore universitario. Va da sé che  Paolo Guzzanti e Francesco Cossiga siano politicamente più inclini a  fare passare la tesi dell’omicidio deciso e pilotato dai servizi segreti  dell’Est, in contrapposizione all’altra ipotesi prevalente, ovvero che  la segnalazione della parola Gradoli alle forze dell’ordine  rappresentasse un doppio avvertimento a Mario Moretti, figura di  terrorista controversa e più volte descritta come infiltrato vicino ai  servizi segreti italiani. Il primo: che il covo di via Gradoli era ormai  bruciato. Il secondo: che la questione doveva essere chiusa il più  presto possibile con l’assassinio di Aldo Moro e il tramonto del  progetto che voleva un Governo della non sfiducia, inviso agli Stati  Uniti in quanto sorretto, tra gli altri, dal Partito Comunista.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;(Fonti: S. Flamigni, M. Gambino, Il Caso Moro; Wikipedia; Christian Rocca, Il Foglio, 7/4/2004; Avvenimenti; Media Quotidiano)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Audizione di Romano Prodi presso la Commissione Moro - 10 giugno 1981&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;&lt;br /&gt;PRESIDENTE:  Debbo richiamare la sua attenzione sul fatto che la Commissione assume  le sue dichiarazioni in sede di testimonianza formale e sulle  conseguenti responsabilità in cui ella può incorrere, anche in relazione  al dovere della Commissione di comunicare all’Autorità giudiziaria  eventuali dichiarazioni reticenti o false (?)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO  PRODI: Ripeto quanto ho già scritto nella mia lettera. In un giorno di  pioggia in campagna, con bambini e con le persone che penso vedrete  successivamente, perchè sono tutte qui, si faceva il cosiddetto «gioco  del piattino» (?) Uscirono Bolsena, Viterbo e Gradoli. Naturalmente,  nessuno ci ha badato; poi, in un atlante, abbiamo visto che esiste il  paese di Gradoli. Abbiamo chiesto se qualcuno ne sapeva qualcosa e,  visto che nessuno ne sapeva niente, ho ritenuto mio dovere, anche a  costo di sembrare ridicolo, come mi sento in questo momento, di riferire  la cosa (?)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;CORALLO:  Per farla sentire meno ridicolo, dato che questa sensazione è un po’  comune a tutti ? Mi scusi, professore, vorrei dirle che la scrupolosità  della Commissione parte da un’ipotesi che dobbiamo accertare essere  inesistente, e cioè - non credo molto agli spiriti - se ci possa essere  stato qualcuno capace di ispirarli (?) Chi partecipò attivamente al  gioco? Voi eravate tanti, però un ditino sul piattino chi lo metteva?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO  PRODI: A turno tutti: c’erano 5 bambini; era una cosa buffa. Non  crediamo alla atmosfera degli spiriti e che ci fosse un medium. Io le  dico: tutti; anch’io ho messo il dito nel piattino (?)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;PRESIDENTE: Non c’era un direttore dei giochi?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO  PRODI: No. Bisogna vedere come se ne sono impadroniti i giornali; come  di una seduta medianica, che non so nemmeno cosa sia, ma era un gioco  collettivo invece, come tutti facemmo in quel momento; l’ho imparato  dopo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;LAPENTA: Chi lanciò l’idea di questo gioco?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO PRODI: All’inizio il padrone di casa; non so? All’inizio ero in disparte con i bambini e dopo il gioco mi ha incuriosito.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;FLAMIGNI: Come venne fuori la specificazione «casa con cantina»?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO  PRODI: Ne sono venute fuori diecimila di queste cose: è venuto fuori  «cantina», «acqua». In questo momento non lo ricordo nemmeno; il gioco è  andato avanti per ore (?) Ripeto che non ho preso sul serio queste cose  e, evidentemente, se non ci fosse stato quel nome, non avrei nè  raccontato nè detto la cosa perchè cerco di essere un uomo ragionevole,  onestamente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;FLAMIGNI:  Nella testimonianza che lei ha reso al giudice dice: «Fui io a  comunicare al dottor Umberto Cavina, nonchè il giorno prima alla Digos  di Bologna attraverso un collega universitario, la notizia concernente  la località: Gradoli, in provincia di Viterbo. A tale indicazione, con  l’aggiunta che poteva trattarsi di una casa?»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO  PRODI: Guardi, non me lo ricordavo neanche per il poco peso che gli ho  dato. Ne sono saltate fuori tante di queste cose! Tutti hanno detto che  non conoscevano questo paese; questo era importante.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;PRESIDENTE: La notizia era talmente importante che se l’avessero ben utilizzata, le cose probabilmente sarebbero cambiate.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO PRODI: Non ho mai creduto a queste cose sarà stato un caso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;COLOMBO: Tutte le persone parlavano di un paese?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO  PRODI: Bolsena, Viterbo, Gradoli; si faceva la targa VT; i monti  Volsini? ripeto, dopo si dava importanza perchè avevamo visto dove  erano; con la carta geografica in mano, fa tutti i «ballottini» che  vuole?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;CORALLO: «Ballottini» sta per piccoli imbrogli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO PRODI: Con la carta geografica davanti davanti, lei capisce non è più?Scusi l’espressione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;FLAMIGNI: Dopo la seduta spiritica?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO PRODI: No, era veramente un gioco.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;FLAMIGNI: Non si può chiamare seduta spiritica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO PRODI: Non me ne intendo; mi dicono che ci vuole un medium.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;FLAMIGNI:  Comunque il risultato, la conclusione è che almeno quando viene fuori  la parola «Gradoli» le si attribuisce importanza perchè lo si comunica  alla segreteria nazionale della Dc, al capo della Polizia; poi, si muove  tutto l’apparato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO  PRODI: Quando l’ho comunicato a Cavina m’ha detto che ce ne sono state  quarantamila di queste cose. Fino al momento del nome, non era stato  molto importante; per scrupolo (?) lo comunichiamo (?)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;FLAMIGNI: Lei venne appositamente a Roma per riferire a Cavina?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO PRODI: No, era un convegno non ricordo su che cosa, e dovevo venire a Roma.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;FLAMIGNI: E quanti giorni dopo il «giochetto»?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO PRODI: Due-tre, non ricordo (?)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;FLAMIGNI: Chi interpretava le risposte del piattino?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO PRODI: Un po’ tutti. Era semplice, vi erano le lettere, si mettevano in fila e si scrivevano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;FLAMIGNI: Bisognerebbe capire qual era esattamente lo svolgimento del gioco (?) quali erano le domande poste.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO  PRODI: Le domande erano: dov’è? perchè? Moro è vivo o morto? Del resto,  persone che hanno fatto altre volte il «piattino» sanno di che cosa si  tratta e possono darle spiegazioni più esaurienti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;BOSCO: Chi erano le persone che l’avevano fatto altre volte?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO PRODI: II professor Clò, ad esempio, ed altri che risponderanno perchè sono tutti qui (?)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;FLAMIGNI: (?) sarebbe importante quantificare quali furono le domande.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO  PRODI: Questo non ha niente a che fare con la tecnica del gioco ed è  evidente che me lo ricordi. Le domande erano: dov’è Moro? Come si chiama  il paese, il posto in cui è? In quale provincia? E nell’acqua o nella  terra? E’ vivo o morto?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;FLAMIGNI: Quali erano le risposte ad ognuna di queste domande?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO  PRODI: Qui intervengono problemi tecnici sui quali potranno essere date  spiegazioni più esaurienti delle mie; comunque, vi erano delle lettere  su un foglio e il piattino, muovendosi, formava le parole e indicava sì o  no.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;FLAMIGNI: Che cosa succede: uno mette il dito su questo piattino?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO PRODI: No, tutti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;FLAMIGNI: Ad un certo momento parte un impulso per cui il piattino si sposta e va su una lettera?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO  PRODI: Sì. Posso comunque dire che, dopo questa esperienza, ho trovato  tanta gente che mi ha confessato di aver fatto la medesima cosa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;CORALLO:  (?) Di solito, quando il piattino comincia a muoversi, la domanda che  si fa è: chi è l’interlocutore, lo spirito con il quale ci si  intrattiene.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO  PRODI: Alla fine è accaduto anche questo, ma all’inizio no. C’è stato  chi ha detto: interroghiamo Don Sturzo o La Pira, ma le prime risposte,  in un primo momento, erano soltanto sì o no.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;CORALLO: L’interlocutore era dunque ignoto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO PRODI: All’inizio sì, poi vi furono anche interlocutori vari tra i quali, per quel che mi ricordo, Don Sturzo (?)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;CORALLO:  Si trattava dunque di un gioco in famiglia, tra amici. Un’ultima  domanda professore: tra i partecipanti, vi era anche qualche esperto di  criminologia?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO  PRODI: No, assolutamente no (?) Tra i partecipanti alla seduta vi ero  io, che sono un economista, il professor Gobbo, che ha la cattedra a  Bologna di politica economica, il professor Clo, che ha l’incarico di  economia applicata all’Università di Modena e che si interessa di  energia, ma di petrolio, non di fluidi. Vi era anche suo fratello che è  un biologo (non so di quale branca, anche se mi pare genetica) e vi era  anche il professor Baldassarri che è economista, ha la cattedra di  economia politica all’Università di Bologna. Tra le donne vi erano mia  moglie, che fa l’economista, la moglie del professor Baldassarri,  laureata in economia, ed altre che non so cosa facciano  professionalmente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;SCIASCIA:  Nella lettera che è stata mandata alla Commissione, firmata da tutti  voi, si dice che la proposta di fare il gioco è partita dal professor  Clo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO PRODI: Perchè era il padrone di casa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;SCIASCIA:  Nella lettera si aggiunge che tutti vi parteciparono a puro titolo di  curiosità e di passatempo, che la seduta si svolse in un’atmosfera  assolutamente ludica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO PRODI: Vi erano cinque bambini al di sotto dei dieci anni!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;SCIASCIA:  Si dice anche che nessuno aveva predisposizione alcuna di tipo  parapsicologico o, comunque, pratica di queste cose, ma una certa  pratica di queste cose qualcuno doveva pur averla!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO  PRODI: Certo, a livello di gioco, la tecnica era conosciuta; però  pratica di queste cose direi che non vi fosse. Ripeto, a posteriori, mi  sono reso conto che vi è gente che tutte le sere lo fa!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;SCIASCIA: Tra i dodici, qualcuno aveva pratica di queste cose?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO  PRODI: Intendiamoci sulla parola pratica, onorevole Sciascia. Se  qualcuno lo aveva fatto altre volte voi lo potrete sapere chiedendo agli  altri, ma nella nostra lettera abbiamo detto che non vi era nessuno  che, con intensità, si dedicava a questo. naturalmente vi era qualcuno  che, altre volte, l’aveva fatto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;SCIASCIA: Francamente, io non saprei farlo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO PRODI: Anche io non sapevo farlo! Non ne avevo la minima idea e, infatti, mi sono incuriosito moltissimo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;SCIASCIA:  La contraddizione che emerge è questa: se c’è una seduta di gente che  crede negli spiriti o, comunque, nella possibilità che si verifichino  fenomeni simili, se c’è una seduta di questo genere - ripeto - e ne  viene fuori un certo risultato del quale ci si precipita ad informare la  Polizia ed il Ministero dell’Interno lo posso capire benissimo, ma che  si svolga tutto questo in un’atmosfera assolutamente ludica, presenti i  bambini, per gioco, e che poi si informi di ciò la Polizia attraverso la  mediazione di uno che non era stato presente al gioco, e se ne informi  quindi il Ministero dell’Interno, a me sembra eccessivo e  contraddittorio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO  PRODI: Ma è venuto fuori, onorevole, un nome che nessuno conosceva!  Anche se ci siamo trovati in questa situazione ridicola, noi siamo  esseri ragionevoli. Ci siamo chiesti tutti: Gradoli nessuno di voi sa se  ci sia? Se soltanto qualcuno avesse detto di conoscere Gradoli, io mi  sarei guardato bene dal dirlo. E’ apparso un nome che nessuno conosceva,  allora per ragionevolezza ho pensato di dirlo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;SCIASCIA: Direi per irragionevolezza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO  PRODI: La chiami come vuole. La motivazione reale è che con una parola  sconosciuta, che poi trova riscontro nella carta geografica, a questo  punto è apparso giusto per scrupolo?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;SCIASCIA: Poteva far parte della insensatezza del gioco anche il nome Gradoli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO PRODI: Però era scritto nella carta del Touring.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;SCIASCIA:  La signora Anselmi dice che seguirono dei numeri che poi risultarono  corrispondere sia alla distanza di Gradoli paese da Viterbo sia al  numero civico e all’interno di via Gradoli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO  PRODI: Questo proprio non mi sembra c’era sul giornale?SCIASCIA: La  signora dice di aver sentito questo dal dottor Cavina.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO PRODI: Onestamente io non.. Non avrei difficoltà a dirlo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;CORALLO: Nell’appunto di Cavina c’è il numero della strada.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO  PRODI: Può darsi che negli appunti ci sia perchè dopo abbiamo visto  sulla carta, strada statale, i monti vicini. L’importante è che si  trattava del nome di un paese che a detta di tutti nessuno dei presenti  conosceva. Capisco che era tutta un’atmosfera irragionevole, però?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;SCIASCIA:  Non mi sembra determinante il fatto che non si conoscesse il nome.  Viterbo si conosceva e poteva benissimo trattarsi anche di Viterbo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO PRODI: Se fosse stato Viterbo, non ci avrei badato perchè si può sempre comporre una parola che si conosce.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;SCIASCIA: Chi ha deciso di comunicare all’esterno il risultato della seduta?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO  PRODI: L’ho fatto io perchè ero l’unica persona che conoscesse qualcuno  a Roma. Ho parlato con tutti, con Andreatta etc. Non è che ho  telefonato d’urgenza; ho detto vado a Roma e lo comunico. Questo è stato  deciso una volta che si è saputo che esisteva questo paese che nessuno  conosceva.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;SCIASCIA: Ora le farò una domanda che farò a tutti. Lei ha mai conosciuto nessuno accusato o indiziato di terrorismo?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO PRODI: Mai.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;COVATTA: II senso della domanda è se qualcuno aveva interesse ad ispirare gli spiriti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO PRODI: E’ sempre la domanda che mi sono sempre posto anch’io.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;BOSCO: All’interrogativo che si è posto, come ha risposto? Cioè se qualcuno poteva aver ispirato gli spiriti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO PRODI: Lo escluderei assolutamente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;BOSCO: Quindi si è trattato di spiriti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO  PRODI: O del caso? Non so? Mi sembra che il senso della domanda  dell’onorevole Covatta sia quello di chiedere se c’era qualcuno che  voleva fare «il furbetto», spingendo in un certo modo o rallentando.  Questo no. D’altra parte?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;FLAMIGNI:  Se avessimo ascoltato un riferimento di quella seduta in maniera molto  impegnata e che i protagonisti credevano veramente allo spiritismo e  alla possibilità di avere qualche forza in aiuto, allora mi darei una  spiegazione, ma proprio perchè il professor Prodi parla di tutto ciò  come un gioco, la mia curiosità si accentua. Ritengo che qualcuno  potesse anche sapere. Parto da questa considerazione per dire che voglio  conoscere le domande effettive e le risposte che sono venute fuori.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066; font-size: 85%;"&gt;ROMANO  PRODI: Ho detto le domande effettive e le risposte. Uno dei problemi  che si pone per una cosa del genere è proprio quello contenuto nella sua  domanda. Crede che quando è uscito il nome di via Gradoli io non mi sia  posto il problema di chiedermi se c’era qualcuno che faceva il furbo?  Altrimenti non sarei qui in questa situazione in cui mi sento  estremamente imbarazzato ed estremamente ridicolo (?)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7619519614657132195-4471925896592960837?l=la-riscossa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/4471925896592960837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/4471925896592960837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-riscossa.blogspot.com/2011/01/non-lo-si-puo-preferire-berlusconi.html' title='Non lo si può preferire a Berlusconi...'/><author><name>traduceri</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7619519614657132195.post-6702298225888033000</id><published>2011-01-30T02:20:00.000-08:00</published><updated>2011-01-30T02:20:36.976-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='contabilitate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='foraje'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scoala de soferi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ragioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='traduceri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='noglobal'/><title type='text'>Le ragioni di un voto</title><content type='html'>&lt;span style="color: #000066;"&gt;E' successo  molto nelle ultime settimane... Tra esami, una campagna elettorale  durata da ottobre, lunga ma entusiasmante, siamo giunti alla  conclusione. Domani e lunedì si vota. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;br /&gt;Non  mi dilungherò molto sul fatto che una persona intelligente e informata  (e senza scheletri nell'armadio) non possa non votare per la Casa delle  libertà (io voterò, come ovvio, per Forza Italia). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;br /&gt;A  dimostrazione della mia tesi porto una considerazione sui tre temi che  più di tutti contano (o dovrebbero contare) in politica: &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;br /&gt;1)  Politica estera: a dispetto del nome, l'Unione non ha una politica  estera comune (come dimostra il ridicolo programma che ha proposto,  frutto dello "studio" di "esperti" dei vari settori, poi incollato  assieme in una serie ininterrotta di errori grammaticali e di sintassi,  oltre che in sprezzo al buon senso e alla concretezza), e se c'è l'ha è  quella dei Bertinotti e dei Ferrando. Chiudo qui perchè non c'è bisogno  di aggiungere altro. Sull'incapacità del centrodestra di difendere  l'unica politica estera credibile per l'Italia, la propria, leggi Le  Guerre Civili.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;br /&gt;2)  Politica economica: l'Unione al governo ha aumentato la pressione  fiscale, tenendo alte le aliquote dell'IRPEF e inventando due nuove  tasse (IRAP e tassa sull'Europa, non restituita come promesso); ora  vuole aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie e "redistribuire  il reddito", mentre il suo quasi-leader non fa pagare ai figli la tassa  di successione, che però vorrebbe far pagare agli italiani. Il  centrodestra, in 5 anni di governo, nonostante la congiuntura  internazionale sfavorevole, ha diminuito la pressione fiscale, aumentato  le pensioni minime, rinnovato i contratti dei dipendenti pubblici e  tagliato gli sprechi. In caso di vittoria, continuerà a farlo, con  l'impegno ulteriore di abolire l'imposta comunale sugli immobili e  l'IRAP prodiana.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;br /&gt;3)  Valori: in un paese a maggioranza cattolica e comunque portatore di  valori irrinunciabili: primato della persona, diritto alla vita,  famiglia come nucleo fondante della società, la sinistra propone la  visione intollerante e laicista dei Caruso, Luxuria, Ferrando,  rosapugnanti e affini, mentre il centrodestra ha dimostrato di lavorare  sempre nel rispetto di questi valori. Una coalizione in cui ha voce chi  ritiene la Chiesa "talebana", chi bercia corri irripetibili sui nostri  soldati caduti a Nassirya, chi vorrebbe permettere agli omosessuali di  sposarsi e adottare bambini non merita il voto degli italiani.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: #000066;"&gt;&lt;br /&gt;Spero  che le elezioni diano ragione ai moderati, ai liberali e a coloro che  non vogliono i noglobal al governo. Cittadini, al voto!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7619519614657132195-6702298225888033000?l=la-riscossa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/6702298225888033000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7619519614657132195/posts/default/6702298225888033000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://la-riscossa.blogspot.com/2011/01/le-ragioni-di-un-voto.html' title='Le ragioni di un voto'/><author><name>traduceri</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry></feed>
